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5 mag 2022

Strade, cresce il pericolo La colpa è dei cinghiali

Gli ultimi due incidenti hanno fatto salire l’attenzione sul problema ungulati. I consigli dei carabinieri forestali: "Massima attenzione all’alba e al tramonto"

I carabinieri forestali devono vigilare perché il fenomeno non degeneri
I carabinieri forestali devono vigilare perché il fenomeno non degeneri
I carabinieri forestali devono vigilare perché il fenomeno non degeneri

È sempre più concreto, percorrendo le strade di campagna, il rischio di imbattersi in cinghiali o caprioli (in generale ungulati) che improvvisamente attraversano o invadono la strada, provocando incidenti anche gravi.

Gli ultimi episodi arrivano da una lettrice di Caselline (frazione di Vaglia) che racconta come il suo compagno (ora ricoverato a Careggi) abbia avuto un grave incidente contro un cinghiale. E afferma sconsolata: "Ci si alza alle cinque del mattino per andare al lavoro, e si viene investiti da cinghiali che oramai fanno parte anche dei nostri giardini di casa. Ma si rischia la vita". E l’altra notte anche a Faltona (Borgo San Lorenzo, sulla strada Faentina per Firenze) si è verificato un incidente tra un’auto e tre cinghiali. In questo caso, per fortuna, non ci sarebbero stati feriti gravi. Ma il problema si pone.

Ne abbiamo parlato con il colonnello Luigi Bartolozzi dei Carabinieri Forestali. "Il problema - spiega - è presente ed è peggiorato, perché la consistenza degli animali è aumentata". Negli ultimi anni, infatti, gli ungulati sono sempre più presenti. Questo dipende, spiega ancora Bartolozzi, dal fatto che nelle aree montane è aumentata la superficie boscata, e allo stesso tempo sono diminuite le superfici coltivate nelle quali gli ungulati trovano cibo. "Non dimentichiamoci poi - aggiunge - della presenza del lupo che è tornato a popolare buona parte dell’area appenninica e che ha nella dieta alimentare in particolare i piccoli di cinghiale".

Ma quali sono gli orari e le zone nelle quali è più probabile incorrere in questo rischio?

"Senza dubbio - spiega Bartolozzi - sono la mattina presto e il crepuscolo, quando gli animali iniziano a muoversi. Poi durante la notte tendono a rimanere a pascolare nelle zone dove trovano cibo. Il problema maggiore, si ha quando le strade interrompono il tragitto tra le zone abitate dagli animali e le zone di pascolo". Ma quali sono le strade più rischiose? Più o meno tutte quelle che attraversano i boschi. Ma negli ultimi tempi vari episodi si sono registrati sulla Faentina. Cosa può essere fatto per limitare il problema? È possibile ipotizzare recinzioni lungo le strade? "Quella delle recinzioni - risponde Bartolozzi - non è una soluzione praticabile. Perché ne servirebbero chilometri e chilometri. E perché non si possono interrompere i corridoi ecologici per gli animali; ossia gli animali devono essere liberi di spostarsi all’interno del loro ambiente. Il problema ungulati è arrivato ad una fase che definirei complessa e che tocca molti aspetti da risolvere anche a livello politico".

Nicola Di Renzone

© Riproduzione riservata

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