"Stop assemblee di soli bianchi. È ora di eleggere gli immigrati". FdI s’infuria, è rissa politica

Il Pd: "Questi consessi non rappresentano più nessuno, si devono riequilibrare i luoghi". Draghi attacca: "Delirio ideologico, chi è in consiglio è stato scelto democraticamente".

"Stop assemblee di soli bianchi. È ora di eleggere gli immigrati". FdI s’infuria, è rissa politica

"Stop assemblee di soli bianchi. È ora di eleggere gli immigrati". FdI s’infuria, è rissa politica

Altra bufera politica in Palazzo Vecchio con botta e risposta al vetriolo tra maggioranza e opposizione. Tutto nasce da un intervento in Consiglio comunale della presidente della VII Commissione sulle pari opportunità Donata Bianchi (Pd) secondo la quale sarebbe ormai un atto necessario e non più rimandabile far votare gli extracomunitari perché anche in una città come Firenze "i consessi fatti di indigeni bianchi non rappresentano più nessuno" e che per questo occorre "riequilibrare i luoghi" poiché non ha senso che in luoghi come le Aule del Comune siedano solo consiglieri dalla "pelle bianca".

Il primo a ribattere con forza è stato il capogruppo di Fratelli d’Italia Alessandro Draghi. Queste le sue parole affidate a un post su Facebook: "Siamo palesemente in presenza di un delirio ideologico, immigrazionista e anti-italiano imbarazzante. Gli eletti con “la pelle bianca” - come la collega, d’altronde - sono stati votati legittimamente dai cittadini di Firenze, dopo un percorso culturale, un impegno civico e una qualità umana e professionale nella politica certificata dalla volontà popolare". La controreplica non si è fatta attendere: "Ci teniamo a ricordare – spiega il capogruppo del Pd Nicola Armentano con le vice capogruppo Alessandra Innocenti e Letizia Perini – che l’approvazione dell’ordine del giorno sul tema del Diritto di voto amministrativo a cittadini e cittadine extra Ue, regolarmente residenti in Italia, ha trovato il nostro sostegno per le ragioni che solo chi non vuole vedere non vede la situazione sociale in cui viviamo. È un atto di indirizzo che ha voluto segnalare la necessità di trovare coerenza tra rappresentanza istituzionale e complessità delle nostre comunità. Ce ne accorgiamo se andiamo sui mezzi pubblici, se accompagniamo a scuola o ai giardini figli e figlie, se andiamo a fare la spesa, insomma se viviamo la quotidianità apprezzandone la diversità delle note positive o la ricchezza che questa ci offre. Il nostro stesso Statuto, così come modificato nel luglio scorso con l’approvazione di tutte le forze politiche presenti in Consiglio comunale, prende atto di questa complessità e multiculturalità della città, prevedendo la possibilità di accedere agli istituti partecipativi ad una platea ampia di cittadini italiani e stranieri residenti a Firenze".

Il centrodestra però non molla. E’ ancora Draghi, stavolta insieme al collega di partito Jacopo Cellai e al capogruppo della Lega Federico Bussolin a rispondere ai dem: "Se la corrente Schlein lavora così per Firenze, parte male. Risolviamo i mille problemi che hanno i fiorentini e gli stranieri regolari in questo momento. Non perdiamo tempo in cavolate".

Emanuele Baldi