Lo stadio Franchi
Lo stadio Franchi

Firenze, 25 giugno 2019 - IL RESTYLING del Franchi al centro del dibattito sul nuovo stadio a Firenze. Ci sono molte ragioni per le quali l’argomento dovrà essere affrontato a tutti i livelli. Una, la principale e nuova, prescinde anche dalla volontà della nuova proprietà della Fiorentina di realizzare o meno lo stadio a Novoli. Perché? La tragedia dello scorso anno, con il crollo del ponte Morandi di Genova, ha cambiato completamente le prospettive a lungo termine di tutte le strutture realizzate in cemento armato. Quindi anche per il Franchi, monumento nazionale, si apre una nuova fase. Lo storico stadio del Campo di Marte, sia che si faccia il nuovo impianto nell’area Mercafir, sia che resti la casa della Fiorentina anche in futuro, dovrà, in ogni caso, essere preservato dall’usura: quasi completamente esposto agli agenti atmosferici da quando è stato costruito, nel 1932, beneficerebbe di una nuova pelle e di una tettoia, non solo per il comfort dei tifosi ma anche a protezione delle strutture che già in più parti mostrano i segni del tempo, nonostante le continue e costose manutenzioni.

Il primo a lanciare il messaggio è stato l’architetto Marco Casamonti che, recentemente, ha messo le mani sulla Dacia Arena di Udine e che sta completando l’intervento di ricostruzione con salvataggio degli elementi storici dello stadio nazionale di Tirana, in Albania.

Sulla stessa lunghezza d’onda ha replicato l’Ordine degli architetti di Firenze, presieduto da Serena Biancalani. Una ristrutturazione del Franchi per gli architetti sarebbe la miglior soluzione anche rispetto alla realizzazione di un nuovo stadio . E su questo tema si stanno confrontando il sindaco Dario Nardella con il patron viola Rocco Commissso. Ne hanno parlato informalmente ieri, ma nei prossimi giorni sarà approfondita la questione anche a livello tecnico, già che il mantra del proprietario italoamericano della Fiorentina è «fast, fast, fast» (fare veloce) e che anche Nardella non può aspettare troppo se intende rinnovare l’interesse pubblico della giunta, scaduto a dicembre scorso, per il nuovo stadio a Novoli.

In ogni caso, la motivazione per ragioni di salute renderebbe meno stretti anche i vincoli che tutelano le parti monumentali del Franchi, in particolare le scale elicoidali, gli ingressi della tribuna realizzati secondo l’architettura razionalista dell’epoca e la torre di Maratona.

In tal senso importanti anche le parole del soprintendente all’Archeologia, alle Belle arti e al Paesaggio, Andrea Pessina che non ha certo messo un veto: «Non escludo che si possano fare modifiche, anche se dovranno essere motivate – ha detto – Nessuno finora mi ha mai posto la questione». Però, parliamone.