L’area dove dovrebbe sorgere lo stadio secondo il progetto del 2012
L’area dove dovrebbe sorgere lo stadio secondo il progetto del 2012

Firenze, 19 luglio 2019 - E' come se una macchina del tempo avesse riportato almeno una parte del dibattito sullo stadio a prima del 2014. Via dal tavolo il progetto dei Della Valle, con centro commerciale e albergo connessi, adesso le alternative sono due: o si procede alla ristrutturazione del ‘Franchi’, o si torna alla variante del 2012 che divideva in due l’area Mercafir, nella parte sud su viale Guidoni l’area sportiva, in quella nord la riorganizzazione delle attività di servizio agro-alimentari. Il sindaco Dario Nardella non si vuole sbilanciare tra le due possibilità («fifty-fifty» sintetizza), ma in realtà ieri ha rimesso pesantemente al centro del dibattito la seconda ipotesi, quella che fu accantonata quando la Fiorentina prospettò la necessità di spazi più ampi.

E lo ha fatto partendo da un dato di fatto: «Commisso mi ha detto di non voler usare lo stadio per fare business, ma per lasciare qualcosa a Firenze e ai fiorentini. E mi ha chiesto di affrontare i progetti che convincono di più sulla base dei tempi», ha detto Nardella. Ed ecco allora che è rispuntata quella previsione urbanistica per cui «i tempi sarebbero decisamente più veloci», sottolinea ancora Nardella. Ma se tutto è giocato sui tempi di relizzazione, non sarebbe più semplice, al netto delle note difficoltà, mettere le mani sul ‘Franchi’?

Anche di questo si è parlato nei ripetuti incontri tra i tecnici del Comune e quelli della società viola, ma il sindaco si mostra più scettico. Mettendo sul piatto da una parte i «vantaggi di valorizzare il teatro storico della città», ma dall’altra la «complessità burocratica e tecnica gigantesca, facendo lavori peraltro molto limitati, costosi e col problema di capire dove dovrebbe giocare la squadra durante i lavori». Chiudendo l’argomento così: «Se è complicato mettere una pensilina, immagino coprire uno stadio intero... Il mio compito è lavorare non con il cuore, ma con la testa». Come dire: la passione mi porterebbe a puntare sulla ristrutturazione del ‘Franchi’, ma l’altra soluzione contiene maggiori elementi di razionalità. Oltre a risolvere l’annoso problema di Mercafir, in cerca di una soluzione per una riorganizzazione degli spazi non più rinviabile.

Di certo, il vecchio piano dell’area Mercafir non andrebbe a incidere sull’impianto sportivo principale: sempre di uno stadio con 40mila posti tutti coperti si parla. Cambia, oltre alla mancanza delle aree commerciali a supporto, la riorganizzazione degli spazi esterni, ma sulla carta sono già previsti anche ampie zone destinate ai parcheggi.

A sentire il sindaco, non passerà troppo tempo prima di arrivare a una decisione. «Ho sentito più volte Giuseppe Barone, con lui abbiamo impostato un lavoro da fare in estate. Non ci fermeremo», assicura Nardella. Dopo tanti tira e molla, progetti e annunci che non sono approdati all’ultimo passaggio, si torna a prima del 7 gennaio 2015, quando la giunta Nardella (prima in Italia) dichiarò l’interesse pubblico dello stadio su tutta l’area Mercafir, sfruttando la nuova apposita legge. Ma quell’ipotesi è ormai finita su un binario morto.