Alessandro Sorani* Il dibattito sulla riapertura delle scuole ha assunto toni grotteschi e surreali. A sei mesi dalla chiusura, dal lockdown che ha bloccato il paese, ancora non ci sono strumenti accettabili per poter garantire un adeguato proseguio dell’anno scolastico. Non parliamo di rischio zero,...

Alessandro

Sorani*

Il dibattito sulla riapertura delle scuole ha assunto toni grotteschi e surreali. A sei mesi dalla chiusura, dal lockdown che ha bloccato il paese, ancora non ci sono strumenti accettabili per poter garantire un adeguato proseguio dell’anno scolastico. Non parliamo di rischio zero, ma di regole e di strumenti. Questa situazione non è poi così diversa da quello che il mondo dell’impresa sta vivendo e dal modo con cui il Governo ha reagito. Quando buona parte delle imprese italiane si sono trovate chiuse dall’oggi al domani, quasi tutte le parti politiche le hanno guardate dicendo: "Dovete adeguarvi, questo è il mercato e il mondo cambia".

Ecco, il mondo non può cambiare a una via sola e solo per chi fa impresa. Quando il mondo cambia, è un processo che deve coinvolgere tutti ed è necessario che lo Stato, con i suoi meccanismi e tutti i suoi strumenti, si adegui velocemente. Pensare alla scuola è senz’altro difficile, lo sappiamo. Organizzare migliaia di scuole è complesso, non mettiamo in dubbio neanche questo. Ma altrettanto complesso è riorganizzare il mercato di un’azienda che ha una storia di decenni. Quello che chiediamo al mondo della politica è correre alla nostra stessa velocità, cominciare a pensare che anche lo Stato sia una sorta di azienda in cui l’orientamento al mercato e l’organizzazione devono essere gestiti con spirito imprenditoriale. Non è possibile assistere a un dibattito su un argomento noto dal 7 marzo: un’azienda sarebbe già fallita.

*Presidente Confartigianato Firenze