Vaclav Pisvejc durante il suo intervento con la vernice sulla scultura di Urs Fischer
Vaclav Pisvejc durante il suo intervento con la vernice sulla scultura di Urs Fischer

Firenze, 30 settembre 2020 - «Lo difenderò e dirò che questo signore ha arricchito l’opera di Fischer e vendicato il popolo fiorentino".
Il “signore“ è Vaclav Pisvejc, cittadino ceco che nel gennaio del 2018 danneggiò la scultura dell’artista svizzero Urs Fischer collocata in piazza Signoria. E a sostenere in tribunale che l’impresa di Pisvejc non fu un atto vandalico, sarà Vittorio Sgarbi, che non ha mai fatto mistero del suo giudizio critico riguardo alla scultura “Big Clay“. Esposta davanti a Palazzo Vecchio in occasione della Biennale d’Antiquariato del 2017, Sgarbi non esitò a definire l’opera, alta dodici metri, "una m...a gigantesca". E aggiunse: "Non piace a nessuno se non a quattro specialisti. L’arte deve essere popolare, un’arte che non piace a nessuno è una c.....a. E questa lo è. È imperdonabile". Concetto che ribadisce anche alla vigilia della sua convocazione in tribunale: "Firenze è una città di grande bellezza e non si merita simili obbrobri – prosegue Sgarbi –. E poi l’arte contemporanea è anche antagonismo, polemica, contrasto. Quindi alla fine non vedo che cosa abbia fatto di male questo signore spruzzando un po’ di vernice su quel coso voluto dal critico Francesco Bonami e dal presidente della Biennale Fabrizio Moretti".
In realtà quel “coso“ di Urs Fischer era già all’epoca un’opera di proprietà di un collezionista russo, prestata per l’esposizione temporanea a Firenze. Ed evidentemente il proprietario ha chiesto di danni.
Del resto Vaclav Pisvejc, 53 anni, da tempo ormai residente a Firenze, non è certo nuovo ad attacchi verso i suoi colleghi artisti.
E se alla scultura di Urs Fischer ha dato solo una spruzzatina di vernice con una bomboletta spray, ben peggio capitò a Marina Abramovic che a settembre dello steso anno si vide spaccare in testa la tela di un quadro, sempre per mano di Pisvejc. Non contento, poco dopo cercò di entrare nudo come un baco sempre alla mostra dell’artista serba.
In passato si era cimentato in performance anche più tranquille, come tappezzare di dollari l’esterno del complesso di Sant’Orsola. Mentre di recente è salito in bilico sulla terrazza sopra la Loggia dei Lanzi, abbracciando una scultura dell’artista inglese Antony Gormley e rischiando di cadere.