Movida in Santo Spirito (foto repertorio)
Movida in Santo Spirito (foto repertorio)

Firenze, 18 febbraio 2020 -  Una coppia di ragazzi che si lancia in peripezie erotiche, alle spalle della Basilica di Santo Spirito. E’ solo l’ultima immagine della vergogna. Così la piazza della rive gauche fiorentina, una delle più belle e vive della città, aggiunge un altro affluente al fiume della deriva. I residenti sono sempre meno e anche tra gli ultimi superstiti inizia a serpeggiare l’idea di vendere le quattro mura ed emigrare verso zone più periferiche. "Nella zona di Santo Spirito – spiega Arrigo Brandini, presidente Fimaa Confcommercio, l’associazione degli agenti immobiliari – c’è una corsa a vendere il proprio appartamento. Gli abitanti non ne possono più di essere svegliati nel cuore del sonno per la musica a tutto volume o per le risse o per il suono delle sirene". Dopo l’ennesimo atto vandalico di venerdì alle fioriere che, in teoria avrebbero dovuto frenare il popolo della notte, padre Giuseppe Pagano sta pensando a un’iniziativa di sensibilizzazione nei confronti della città e delle istituzioni e anche a misure più radicali, come quella di una cancellata, già ventilata più volte nel corso degli ultimi anni.
 

«Non esiste nessun progetto – spiega il priore – ma abbiamo chiesto ad alcune persone di fiducia di lavorarci sopra. A Roma, per esempio, alla chiesa di Sant’Agostino, a due passi da piazza Navona, la cancellata ha avuto il via libera dalle autorità di tutela perché non invasiva. Siamo sicuri che anche a Firenze potremmo arrivare a trovare una soluzione che sia in linea con la storia e il contesto architettonico della piazza. C’è da lavorarci, dobbiamo chiedere dei preventivi e capire se ci potrà essere il via vai della Soprintendenza".
 

Così dopo via de’ Neri costretta a proteggersi con delle fioriere anti degrado, San Lorenzo che negli anni scorsi ha ingaggiato delle sentinelle contro i bivacchi e Santa Maria del Fiore che ha dovuto tirare un cordone anti seduta per proteggersi dall’assedio, potrebbe toccare a Santo Spirito. Ormai sembra non esserci altra via di uscita, la misura è colma e la situazione è al limite della sopportazione. Padre Giuseppe e gli altri monaci di Santo Spirito, tra l’altro, hanno provato attraverso varie iniziative e l’esperimento di coinvolgere giovani "evangelizzatori" per portare in piazza una movida diversa, ma è stato tutto inutile. I soliti incivili non hanno nessuna voglia di abbandonare il proprio fortino. Sul sagrato si spaccia, la rampa per disabili di via del Presto di San Martino viene utilizzata come toilette mentre le facciate laterali sono diventate una specie di lavagna su cui lasciare il segno o scambiarsi le proprie promesse d’amore.
 

Ma padre Giuseppe mette subito in chiaro: "Non vogliamo dare l’immagine di chiusura – le sue parole -, anzi. Vogliamo solo proteggere uno spazio che è di tutta la città. Tra l’altro la cancellata, se verrà realizzata, sarà chiusa solo la notte. Se la Sovrintendenza dovesse respingere il progetto, allora ci auguriamo che qualcuno faccia qualcosa. Qui servono più controlli".
© RIPRODUZIONE RISERVATA