Firenze, 8 settembre 2021 - Nuovo capitolo nella battaglia legale dei professionisti sanitari No vax, circa 1300 in Toscana tra medici, infermieri, operatori sanitari e tecnici di laboratorio che avevano presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale contro gli atti di accertamento sull’obbligo vaccinale inviati dall’Asl.

Il Tar della Toscana ha accolto la richiesta di rinunciare alla domanda cautelare dei sanitari e ha fissato al prossimo 2 febbraio la trattazione di merito del ricorso.

Tradotto: giudizio rimandato. Somiglia a una ’ritirata’ considerando che i primi provvedimenti di sospensione contro i ribelli sono già scattati. Il Tar ha anche condannato i ricorrenti al pagamento delle spese della fase cautelare, pari a 1500 euro.

"Avevamo chiesto al Tar di decidere in urgenza – spiega Tiziana Vigni, l’avvocato che insieme al collega Daniele Granara segue i sanitari No vax –. Poi abbiamo rinunciato alla sospensiva per due motivi. Uno: vogliamo spendere nel merito le novità emerse nel frattempo, ovvero l’esistenza di cure alternative che testimoniano che il vaccino non è l’unica soluzione. Penso ad esempio alla possibilità di limitare il contagio con test accessibili e non invasivi. Secondo: le sospensioni, per fortuna, stanno procedendo a rilento, non c’è dunque urgenza di intervenire".

Insomma, per l’avvocato non si tratta di una sconfitta. "Abbiamo rinunciato noi – insiste Vigni –, la richiesta è ben motivata. Dispiace che l’Asl abbia chiesto in modo piccoso e malizioso la condanna alle spese per i ricorrenti".

Nel frattempo però l’iter della Regione e dell’Asl non si ferma. E già nei prossimi giorni sono attesi nuovi provvedimenti di sospensione per i sanitari non vaccinati, con l’allontanamento dal luogo di lavoro e con la decurtazione dello stipendio. Di fatto, solo una pronuncia di sospensiva avrebbe potuto stoppare i vari provvedimenti. Ma medici e infermieri che hanno presentato ricorso hanno rinunciato. E questo somiglia a una rinuncia.

In Toscana sono circa settemila i professionisti sanitari (di cui quasi la metà nel territorio di competenza per residenza dell’Asl Toscana centro) che non hanno ancora adempiuto all’obbligo vaccinale imposto da legge nazionale, valido fino al 31 dicembre 2021, e che non hanno risposto al primo sollecito inviato dai dipartimenti di Prevenzione delle aziende sanitarie. Intanto le sospensioni avanzano e il braccio di ferro legale va avanti ma il giudizio del Tar non arriverà prima di cinque mesi.