L’assessora Saccardi
L’assessora Saccardi

Firenze, 16 novembre 2017 - DUE ANNI di attesa per un ecodoppler, da effettuare tra l’altro a quasi 100 chilometri di distanza da casa, «è un’anomalia che dobbiamo verificare» dicono dalla Regione. L’appuntamento per l’esame a Cecina per l’ottobre del 2019 all’utente di Camaiore, «potrebbe essere stato provocato dalla richiesta sbagliata da parte del suo medico curante». Quando fa la prescrizione, deve indicare il codice di priorità: quello con la «U» indica esami da fare entro 72 ore, con la «B» entro 10 giorni, con la «D» dai 15 giorni per le visite ai 30 per gli esami diagnostici (la metà rispetto ai limiti di tempo imposti dalla normativa nazionale). C’è poi il codice «P» che indica prestazioni non particolarmente urgenti: per queste non c’è un limite temporale da rispettare.

«PROBABILMENTE il medico non ha assegnato il codice corretto e dunque l’operatore Cup ha aperto le agende non prioritarie» ipotizzano dalla Regione. È anomala anche la situazione della signora versiliese, invitata ad andare fino all’Isola d’Elba per poter avere un holter: potrebbe essersi trattato di un problema di Cup che, avendo in mano tutte le agende dell’area vasta, ha proposto la prima disponibilità. Al rifiuto della paziente, avrebbe subito dovuto individuare un’altra soluzione, magari con un’attesa di qualche ora in più, ma più vicina. I codici di priorità, sottolineano ancora dalla Regione, sono diventati fondamentali per tutta la sanità. Dall’ottobre 2016 è stato anche siglato un accordo con i medici di famiglia che prevede la possibilità di prenotare direttamente negli studi medici la diagnostica e la specialistica necessaria per i percorsi di urgenza e la gestione della cronicità: il paziente esce dal loro ambulatorio con in mano la prenotazione già fatta.

PER ALCUNI esami specifici però rimangono liste di attesa ’pesanti’, ben oltre i 30 giorni per avere una prima disponibilità. Guardando i dati della Regione nel periodo gennaio-settembre 2017, per esempio sull’ecocolordoppler vascolare, che include anche quelli agli arti, solo un appuntamento su 4 riesce ad essere preso nel giro di 30 giorni sia a Empoli che all’Aou di Siena. «Le liste di attesa – commenta l’assessore regionale alla sanità Stefania Saccardi – sono un problema annoso e complesso per tutti i sistemi sanitari europei, ma la Regione Toscana ha individuato una serie di misure per farvi fronte, separando le prenotazioni per i primi contatti (sia visite che esami) da fare tramite Cup, da quelle successive sotto la responsabilità diretta di chi eroga le prestazioni. Per il primo accesso teniamo conto dei codici di priorità, garantendo la prestazione entro pochi giorni per le urgenze. Inoltre facciamo seguire il cittadino da un unico specialista per tutta la cura e intendiamo utilizzare un’unica piattaforma Cup in tutta la regione per omogeneizzare procedure e percorsi».