EMANUELE BALDI
Cronaca

Rumori, fiumi, turismo. Il verde che scarseggia. Peretola: i rilievi al piano. E la politica s’infiamma

Il masterplan sotto esame. Roma chiede in primis attenzione all’ambiente

Rumori, fiumi, turismo. Il verde che scarseggia. Peretola: i rilievi al piano. E la politica s’infiamma

Rumori, fiumi, turismo. Il verde che scarseggia. Peretola: i rilievi al piano. E la politica s’infiamma

Uno sguardo più attento, anzi chirurgico, alla gestione delle acque (la ferita dell’alluvione nella Piana è d’altonde ancora lontana dal cicatrizzarsi).

E poi attenzione all’impatto ’sonoro’ sul Polo universitario di Sesto Fiorentino della nuova pista, a quello della mole di viaggiatori in transito che necessariamente crescerà andando a impattare su un territorio già saturo e una nuova programmazione del verde, a oggi insufficiente nelle "compensazioni ambientali" previste dal piano.

Nelle 164 pagine di pareri rilasciate dalla commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale in seno al ministero dell’Ambiente sul masterplan dell’aeroporto di Peretola, che raccoglie tutti i suggerimenti arrivati dai vari enti per poi esprimere una serie di valutazioni, Roma fa le pulci al progetto fiorentino innescando gli entusiasmi, certo prematuri, del fronte del no alla nuova pista (con i 5 Stelle, la sinistra critica e il leghista Giovanni Galli in testa) e portando invece i favorevoli, in testa il governatore Eugenio Giani, a parlare di "osservazioni fisiologiche per un piano che è in dirittura d’arrivo e porterà all’inizio dei cantieri già a fine 2024".

Le indicazioni ministeriali, si diceva. Partiamo dal rischio idrogeologico. Roma raccomanda attenzione massima ai corsi d’acqua minori. Si legge infatti che, soprattutto in relazione ai recenti episodi alluvionali che hanno colpito la zona di Campi Bisenzio, "è necessario che il proponente (Toscana Aeroporti ndr) presenti modellazioni idrauliche di dettaglio che tengano in conto della risposta anche dei corsi d’acqua minori". Sui rumori il ministero – nonostante il piano stesso, come ha sottolineato Giani, punti a liberare dai ’ravvicinati’ sorvoli i popolosi quartieri del crinale nord ovest della città, Quaracchi, Brozzi e Peretola, e a salvare Prato dal ’cono di volo’ – chiede approfondimenti in particolare per la vicinanza futura dello scalo al polo scientifico di Sesto Fiorentino (sestesi e campigiani sono storici avversori del progetto).

Da Roma si sottolinea anche che in riva d’Arno sarà necessario valutare bene l’impatto turistico. In soldoni: quanto ’impatterà’ la massa di persone? "Si invita il proponente a sviluppare in sede di Sai – si legge – un approfondimento circa le presenze turistiche che si possono attendere dal nuovo assetto aeroportuale, possibilmente in termini quantitativi e non solamente qualitativi. Tale approfondimento potrà concorrere ad una analisi della capacità di carico della città di Firenze". Forse questo è il punto chiave, l’aspetto caldo del dibattito fiorentino di questi mesi, l’overtourism. Quanto può reggere ancora la città?