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Forteto, i sindaci del Mugello: "La scarcerazione di Fiesoli riapre una ferita mai sanata"

Le istituzioni, parte civile nel processo: "Si faccia piena luce su dramma che ha afflitto territorio"

Ultimo aggiornamento il 10 luglio 2018 alle 21:00
Rodolfo Fiesoli

Firenze, 10 luglio 2018 - Rodolfo Fiesoli, il profeta del Forteto, è tornato domenica in libertà. Lo ha deciso la Cassazione, che ha annullato la precedente decisione della medesima Suprema Corte, emessa all’indomani dell’ultimo grado di giudizio. Fiesoli deve infatti essere giudicato di nuovo dalla corte d’appello di Firenze per un’imputazione di violenza sessuale di gruppo. Ma in questo groviglio «tecnico», l’ha spuntata il suo difensore che ha ottenuto l’annullamento dell’ordine di carcerazione che arrivò lo scorso Natale e che venne confermato da una successiva ordinanza di febbraio della corte d’appello di Firenze. Quest’ultimo provvedimento, pur correggendo il calcolo in virtù anche del «pre-sofferto», mantenne l’esecuzione di quella parte di pena ritenuta già effettiva, ovvero 5 anni otto mesi e spiccioli. Adesso, invece, si ricomincia da capo. Un susseguirsi di colpi di scena, insomma. Oltre al «nuovo» appello, che partirà il 19 novembre, Fiesoli deve anche affrontare un processo bis: una storia di presunti abusi ai danni di un ragazzino che frequentò la comunità di Vicchio che sembra la fotocopia delle accuse oramai già giudicate. La sentenza è attesa a settembre.

Intanto "la scarcerazione di Fiesoli - dichiarano all'unanimità i sindaci del Mugello - riapre una ferita mai sanata, riacutizzando sofferenza e dolore. Sofferenza e dolore patiti dalle vittime e dai loro familiari ma anche dal territorio stesso". "Come istituzioni - scrivono i primi cittadini in una nota - che si sono costituite parte civile nel processo, continueremo a seguire l'iter giudiziario affinché la pena inflitta con sentenza di condanna sia confermata in via definitiva ed eseguita completamente. Riteniamo che questa drammatica vicenda possa chiudersi solo quando giustizia sarà definitivamente fatta. Su questo dramma che ha afflitto il nostro territorio occorre che si faccia piena luce. Anche a livello locale occorre fare tutto il possibile per voltare pagina. In particolare nella cooperativa del Forteto, come abbiamo già chiesto in modo esplicito, operando una forte discontinuità rispetto al passato, per tutelare gli occupati e restituire, tra questi, serenità alle vittime, oltre che per rilanciare l'attività produttiva. Non possono resistere opacità".

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