Heinz Beck, tristellato chef tedesco, che firma il ristorante dell’hotel di lusso nel palazzo di Beatrice Portinari
Heinz Beck, tristellato chef tedesco, che firma il ristorante dell’hotel di lusso nel palazzo di Beatrice Portinari

Firenze, 20 aprile 2019 - Tre stelle Michelin nel palazzo che fu la sede della Banca Toscana, e ancor prima la residenza di Beatrice Portinari musa di Dantei. Sbarca in centro, in una sede prestigiosa, nientemeno che Heinz Beck, tristellato chef tedesco con reggia a Roma, al Cavalieri Waldorf Astoria, per anni in testa alle classifiche della cucina italiana e non. Grosso colpo, quello messo a segno dal tycoon taiwanese Nelson Chang, re del cemento a capo insieme alla moglie Ruth del gruppo Ldc già in Italia con sei proprietà nel settore alberghiero, tra cui Villa Ortaglia, palazzo mediceo vicino a Pratolino. Già, perché l’operazione Beck – certa, anche se i tempi non sono del tutto definiti – nel centro di Firenze punta a rendere il bellissimo “palazzo di Beatrice”, dal 1921 centro decisionale della Banca Toscana e acquistato da Ldc nel 2016, un hotel extralusso con appena una dozzina di super suite da nababbi da 10-15mila euro a notte. E nel pacchetto, il ristorante firmato Heinz Beck, che raddoppierà l’offerta fiorentina a tre stelle finora esclusiva dell’Enoteca Pinchiorri.

Ma non è tutto. Ci sarà spazio anche per un altro locale, di cucina tradizionale, che i “rumors” vogliono affidato al gruppo della Trattoria dall’Oste, la “tavola della ciccia” capace di servire 100mila bistecche all’anno di una quindicina di razze diverse da tutto il mondo in cinque locali già lanciatissimi: via degli Orti Oricellari, due in via Alamanni, via de’ Cerchi e l’ultimo nato in Borgo San Lorenzo.

Per un “colpo grosso” in apertura, una chiusura che fa scalpore. Addio, a tre anni esatti dall’apertura, al Fashion Foodballer di Luciano Spalletti, Alberto Gilardino e Dario Dainelli in piazza Strozzi. A nulla è servita la “rinascita” con la trasformazione in Osteria del Calcio, da novembre 2017, con sale arricchite di foto, cimeli e curiosità: “pallone e forchetta” non ha funzionato, il locale da tre giorni è chiuso (lo ha annunciato firenzeviola.it) in attesa di riaprire completamente cambiato, rilevato, si dice, da una catena milanese di sushi di buona qualità. Addio anche al Dolce Vita di piazza del Carmine, e addio alla Darsena Medicea di Borgo San Frediano, neppure un anno di vita e affitti troppo esosi. Che, si mormora, potrebbero costare carissimo anche alla stellata Bottega del Buon Caffè-Borgo Santopietro in the City di lungarno Cellini, che intanto ha cambiato chef: partito Antonello Sardi, destinazione Tenuta Le Tre Virtù in Mugello, ecco ai fornelli Eraz Ohayon da La Leggenda dei Frati. Nuovi cuochi anche a Locale (Gianluca Renzi), a Villa Medici (si fa il nome del mugellano Luigi Incrocci), e a Se.Sto on Arno, dove Marco Migliorati avvicenda Matteo Lorenzini, passato in Francia da Alain Ducasse, ma che suggestioni di backstage vorrebbero di ritorno al BSJ della famiglia Ferragamo a sostituire Peter Brunel che dal 1° maggio lascia Firenze per tornare nel suo Trentino.

La città della tavola è comunque viva. Avrà di nuovo un locale suo il pizzaiolo Romualdo Rizzuti, che si stabilirà all’ex Filipepe di via San Niccolò (ma in estate continuerà a collaborare con il Four Seasons). Recenti new entry le due ex metà di Sabatini: Claudio Schiavi approdato al Belguardo del tandem Verrecchia-Mazzei, e Carlo Lazzerini che con Paolo Provvedi rilancia Olio Restaurant in via Santo Spirito. E, a proposito di bistecca, in via del Proconsolo ecco La Vetreria: tra carne di struzzo e di cavallo serve anche la bistecca “reverse searing”, cottura con il cannello. Chissà che diranno i cultori della “fiorentina”.