Il presidente del Tar Armando Tozzi
Il presidente del Tar Armando Tozzi

Firenze, 26 febbraio 2016 - Aeroporto Vespucci, nuovo step giudiziario il 18 maggio prossimo: in quella data il Tar Toscana discuterà il ricorso di Nit (Nuove Iniziative Toscane Srl) contro il potenziamento dello scalo di Peretola. "Mancava la notifica a una parte essenziale che deve partecipare al giudizio di legittimità si tratta del privato che ha permessi edificatori sull’area a fronte però del nuovo piano di indirizzo territoriale che avrebbe stoppato le possibilità di costruire" ha spiegato il presidente del tribunale amministrativo regionale, Armando Pozzi. "Dovremmo decidere nel merito – ha proseguito il presidente Pozzi – ma dipende dalla complessità di nuove questioni che potrebbero essere impugnate, ragion per cui se ci dovessero essere ulteriori impugnative, dovremo per forza di cose rinviare per mantenere il contraddittorio fra le parti". Coinvolte naturalmente anche Regione, Città metropolitana e Toscana Aeroporti Spa (presidente Marco Carrai, amministratore delegato Gina Giani) società privata nata dalla fusione di Adf e Sat che gestivano rispettivamente gli scali di Firenze e di Pisa.

Nit Srl fa parte del gruppo Unipol, proprietaria dei terreni di Castello. Nel ricorso dunque si contestano le previsioni del Pit sul divieto di costruire nelle fasce di sicurezza attorno all’aeroporto, in base ai permessi a costruire rilasciati anni fa. Per quanto importante quello del 18 maggio non sarà certo l’ultimo passaggio della tormentata vicenda: un mese più tardi, il 22 giugno, lo stesso tribunale e i legali saranno infatti chiamati a discutere i ricorsi presentati da alcuni comitati e associazioni ambientaliste, sempre contro il potenziamento dell’aeroporto. E da Enac, l’Ente nazionale sulla lunghezza della nuova pista: l’Ente nazionale per l’aviazione civile, che regola le attività di trasporto aereo in Italia. Enac ‘reclama’ una pista di 2400 metri contro i 2000 indicati dalla Regione.

Per quanto riguarda il ricorso dei comitati della Piana "c’è in discussione – ribadisce Pozzi – la compatibilità tra la realizzazione della mega opera e le esigenze naturalistiche". Prima tra tutte, "il riordino della Piana, con la realizzazione di 7000 ettari di parco", come più volte sottolineato dal Governatore Enrico Rossi insieme ad altre ‘prescrizioni’: "creazione di un Osservatorio ambientale che verifichi la realizzazione di quanto eccepito dalla commissione nazionale di Via e firma di un accordo di programma che dia sicurezza sul potenziamento del trasporto su ferro, gli interventi sulla viabilità e le realizzazione delle opere di compensazione ambientale". Perché naturalmente sono in ballo inquinamento acustico e atmosferico, reticolo idrografico discendente da Monte Morello, bonifica e rischi idraulici, viabilità da nord a sud atterraggi e numero di decolli e atterraggi verso il centro, patrimonio Unesco.