Sesto Fiorentino (Firenze), 8 novembre 2016 - Oltre 400 persone (lavoratori, sindacalisti, cittadini) in corteo dallo stabilimento in viale Giulio Cesare fino alla piazza del Comune, passando per le vie della città: oggi a Sesto Fiorentino è stata la giornata della manifestazione per la Richard Ginori.

“Il futuro della Ginori è Sesto Fiorentino. La Ginori deve restare a Sesto Fiorentino, il Museo di Doccia deve riaprire, gli investimenti devono riqualificare la manifattura. Per il bene dei lavoratori, della cittadinanza sestese e dell’area metropolitana fiorentina”, hanno detto i sindacati organizzatori della manifestazione (Cgil, Cisl, Uil, Cobas di categoria). Al termine del corteo, sindacalisti e lavoratori sono stati ricevuti all’interno del Comune dal sindaco Lorenzo Falchi (era presente anche il consigliere del presidente della Regione Enrico Rossi per le questioni del lavoro, Gianfranco Simoncini).

“Oggi la città si è fatta sentire con una bellissima manifestazione per dire che ‘il futuro della Richard Ginori è Sesto’, come recitava lo striscione all’inizio del corteo - ha detto Bernardo Marasco di Filctem Cgil Firenze -. Ora l’azienda acquisisca il terreno su cui è collocata la fabbrica, poi presenti un piano organico di sviluppo. Insieme a tutta la cittadinanza va riaffrontato poi il tema della riapertura del Museo di Doccia. Ma la prima cosa da fare è sbloccare la questione dei terreni, altrimenti la permanenza della Richard Ginori a Sesto Fiorentino è in discussione e questo non deve essere in discussione. I lavoratori hanno paura di questo stallo, perché lo stallo significa il rischio che la Richard Ginori si allontani da Sesto Fiorentino e significa anche una perdita di competitività per l’azienda, perché rinuncia a scelte fondamentali di lungo periodo di collocazione del marchio e di qualificazione produttiva dello stabilimento”

Le tre richieste avanzate dalle quattro sigle sindacali: "No a speculazioni su quell’area: l’azienda acquisisca al più presto il terreno su cui sorge la fabbrica. È indispensabile che il gruppo Kering e la liquidazione che possiede il terreno si accordino per l’acquisto. Secondo, il progetto industriale: l’azienda, che ha mostrato fino ad oggi di credere nel progetto Ginori, una volta acquisito il terreno, attui gli investimenti necessari per la riqualificazione dell’attuale stabilimento. Infine il Museo Ginori: si lancia un appello perché, una volta assicuratisi che la fabbrica rimanga accanto al Museo, il maggior numero di soggetti pubblici e privati del territorio concorrano alla riapertura del Museo di Doccia che è un patrimonio inestimabile della storia della città e del lavoro".