L’arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori
L’arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori

Firenze, 28 dicembre 2018 - Una lettera all’arcivescovo Betori. L’ha scritta pochi giorni fa l’avvocato Niccolò Morelli, difensore di Pascal Nogbou, incappato in una disavventura giudiziaria per fortuna terminata bene, ma con ripercussioni pesanti. Dice il giovane che i dirigenti Caritas – lui era dipendente alla Foresteria Pertini – gli avevano promesso l’assunzione a tempo indeterminato. Poi però c’erano stati la denuncia di una collega contro di lui per violenza sessuale e percosse sul luogo di lavoro, le indagini, il processo, fino all’assoluzione piena. Ma il lieto fine, cioè il recupero del posto di lavoro, quello no, non c’è stato. E allora il difensore di Pascal Nogbou, ha scritto alla Caritas. E di nuovo, all’arcivescovo. «Mi permetto di rivolgermi a lei – scrive il legale – perché a oggi la missiva inoltrata alla Caritas di Firenze è rimasta senza riscontro».

«Dal 2014 al 2016 Pascal – scrive l’avvocato Niccolò Morelli – ha svolto la mansione di aiuto cuoco con grande professionalità e dedizione, tanto da meritare la promessa dei dirigenti Caritas di un’assunzione a tempo indeterminato una volta scaduto il contratto».

Il 58enne della Costa d’Avorio a pochi mesi dalla fine del rapporto a tempo determinato, litiga con una collega. E’ il 6 novembre 2015: interviene anche la polizia, ma non accade niente di particolare. Il 2 dicembre però la donna lo accusa, in modo generico, di avances spinte. Integrerà due mesi più tardi la denuncia, in modo più dettagliato. C’è un’indagine interna disposta da Solidarietà Caritas, che dà esiti negativi. «A seguito dell’iscrizione nel registro degli indagati, la Caritas decideva di non rinnovare il contratto.

Con la promessa, però, di procedere all’assunzione a tempo pieno qualora il processo si fosse concluso con una assoluzione». E così è stato: il 18 giugno il tribunale ha assolto l’aiuto cuoco da tutti i reati, anche su richiesta del pm, ‘perché il fatto non sussiste’. Per Pascal è la fine di un incubo. Ma l’assunzione ancora non arriva. «Si confida – conclude il legale – nella concessione di una nuova opportunità, affinché possa Pascal riconquistare, col lavoro, la dignità di cui è stato privato».

giovanni spano