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13 giu 2022

Referendum, solo il 16% ha votato "E’ stato boicottato dalla sinistra"

La partecipazione più bassa registrata nella storia delle consultazioni popolari. La Lega va all’attacco del Pd. Anche alle amministrative elettori in calo. Bonafé: La politica si interroghi sul motivo della disaffezione"

13 giu 2022
ilaria ulivelli
Cronaca
In una giornata di clima rovente gli elettori hanno disertato le urne per il referendum sulla giustizia
In una giornata di clima rovente gli elettori hanno disertato le urne per il referendum sulla giustizia
In una giornata di clima rovente gli elettori hanno disertato le urne per il referendum sulla giustizia
In una giornata di clima rovente gli elettori hanno disertato le urne per il referendum sulla giustizia
In una giornata di clima rovente gli elettori hanno disertato le urne per il referendum sulla giustizia
In una giornata di clima rovente gli elettori hanno disertato le urne per il referendum sulla giustizia

di Ilaria Ulivelli

La materia era complessa. Ma l’affluenza è stata un disastro. La più bassa nella storia dei referendum nel nostro Paese. In Toscana e a Firenze i votanti sono arrivati a poco più del 16%. Non che sia andata benissimo neppure nei 28 comuni toscani dove si è votato per rinnovare l’amministrazione (meno del 57% contro il 63,5% della precedente tornata): da sempre, e in particolare da quando c’è l’elezione diretta del sindaco, la tornata elettorale nella quale i cittadini si sentono maggiormente coinvolti. Le percentuali segnano un ulteriore leggero segno al ribasso. Compreso a Rignano sull’Arno, unico comune nell’area fiorentina dove i cittadini sono stati chiamati al voto: 55,9% contro il 57,1% del 2017.

"Anche se il dato è in linea con le passate amministrative e anche se il problema non riguarda solo la Toscana e l’Italia, la sempre minore partecipazione dei cittadini deve far riflettere la politica", dice Simona Bonafè, segretaria del Pd. Se si scende poi nel dettaglio del naufragio del referendum da una parte c’è la Lega che grida al boicottaggio, in particolare da parte del Pd. L’europarlamentare leghista Susanna Ceccardi l’altro giorno era andata all’attacco del sindaco fiorentino Dario Nardella, valutando come "grave" il suo "invito al non voto". Nardella, in quell’occasione aveva detto di essere "propenso a non votare", leggendo l’evento referendum come "la bandiera di Salvini, della Lega, e francamente a pochi mesi dal voto non trovo giusto che venga utilizzato come grimaldello".

"E’ infinitamente più apprezzabile e democratica la posizione di chi si schiera per il no sulla scheda rispetto a chi boicotta questo grande esercizio di democrazia che sono i referendum. Dov’è finita il culto per la partecipazione tanto cara a sinistra?". Le parole di Susanna Ceccardi però non hanno fatto breccia. Di fatto, la gente non ha votato. E la voglia di farlo è sempre meno. Di questo tutta la politica è la diretta responsabile.

"Fondamentalmente il referendum ha fallito perché la giustizia è una materia talmente complessa da meritare una riforma più che limitarsi ad abrogare alcune leggi: il motivo della disaffezione della gente a mio parere è da leggersi così", incalza la segretario toscana Pd Bonafè.

Certo, non è solo questione di giustizia. In un quarto di secolo solamente un referendum ha raggiunto il quorum, quello del 12 e 13 giugno 2011 sull’acqua bene pubblico, poi rimasto di fatto inapplicato.

"Fa rabbia che davanti a un’occasione storica per la politica e per riaffermare un diritto di tutti i cittadini, una forza politica abbia agito per boicottare un referendum su argomenti che hanno permesso di tirare fuori persecuzioni giudiziarie – dice il capogruppo della Lega a Palazzo Vecchio, Federico Bussolin – Più che il silenzio ci si aspetterebbe una riflessione seria sulla magistratura".

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