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Quel taxi che non arrivava. Poi l’auto dei carabinieri: «Così ci hanno stuprate»

Il racconto degli amici delle due giovani americane

di ROSSELLA CONTE
Ultimo aggiornamento il 8 settembre 2017 alle 07:45
Vittima di violenza

Firenze, 8 settembre 2017 - Avevano da pochi giorni frequentato il corso di orientation, quelle lezioni che le forze dell’ordine tengono all’inizio di ogni anno scolastico per mettere in guardia gli studenti stranieri dalle insidie che la notte troppo spesso offre. Quelle lezioni in cui ti dicono di non girare mai sola ma sempre in gruppo, di non bere troppo, di non fidarsi degli sconosciuti e in caso di pericolo di chiamare sempre le forze dell’ordine. 

Non avrebbero fatto niente di diverso le due ragazze di 20 e 22 anni che nemmeno una settimana fa sono arrivate insieme a centinaia di giovani a stelle e strisce per frequentare un corso di italiano. E che all’alba di giovedì hanno accusato due carabinieri di averle violentate.
Le americane si sono presentate nelle prime ore della mattinata in Questura a Firenze, raccontando la loro versione agli agenti: poco dopo le tre di notte, all’uscita dal locale, le due amiche non avrebbero trovato un taxi disponibile e per questo avrebbero chiesto indicazioni ai carabinieri, rassicurate dai colori della divisa. «Ce lo ripetono sempre – racconta una studentessa anche lei americana – in caso di pericolo chiamate sempre le forze dell’ordine». Le due studentesse statunitensi non potevano di certo immaginare che quella corsa in auto, dal piazzale Michelangelo all’appartamento che avevano preso in affitto in Borgo Santi Apostoli, sarebbe finita in un incubo, almeno a quanto raccontano. 

Le due ragazze, secondo il loro racconto, sarebbero state stuprate nell’ingresso del loro appartamento nel centro storico. «Abbiamo solo visto un’ambulanza intorno alle 4 del mattino» raccontano alcuni vicini. La notizia è circolata in fretta, in Borgo Santi Apostoli, una strada stretta tra le luci dei lungarni e le vetrine di lusso di via Porta Rossa, dove trovano casa diversi studenti stranieri, non si parla di altro. 

E il racconto delle due ventenni, che gli investigatori stanno valutando, è rimbalzato come una tempesta di grandine anche oltre oceano. Il consolato americano sembra sia stato preso d’assalto dalle richieste di informazioni dei familiari mentre i genitori delle studentesse, raggiunti dalla telefonata della scuola, sarebbero in arrivo proprio in queste ore a Firenze, per prendere e riportare a casa le loro bambine che ieri sono rimaste tutto il giorno nel reparto di medicina legale, protette dallo scudo del personale. A pensare che la loro è iniziata come una normale serata passata con le amiche a base di chiacchiere e musica con lo sfondo di piazzale Michelangelo. Un’occasione per ballare, conoscere gente e allo stesso tempo visitare uno dei posti più belli della città. «Erano una decina di ragazze, molto carine, racconta un frequentatore del locale, chiacchieravano tra di loro, ballavano. Ragazze come tante». A pensare che sono quasi ventimila gli americani che ogni anno solcano le strade della città carichi di aspettative, innamorati dell’arte, di buoni propositi e con il sogno di rimanere. 

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