La conferenza stampa della delegazione radicale fuori da Sollicciano (New Press Photo)
La conferenza stampa della delegazione radicale fuori da Sollicciano (New Press Photo)

Firenze, 13 agosto 2016 - Quello del Ferragosto in cacere (ma anche di Natale e Capodanno) è una delegazione dell'associazione radicale «Andrea Tamburi», insieme al cappellano dell'istituto don Vincenzo Russo ha effettuato la consueta visita al carcere di Sollicciano. Diverse le criticità emerse, a partire dal numero di detenuti che è tornato a crescere (arrivando ora a 710 rispetto a una capienza prevista di 494) e dalla partenza della nuova direzione del carcere, da poco insediata, che rischia di bloccare i lavori di ristrutturazione dell'istituto recentemente avviati.

La visita a Sollicciano è stata anche l'occasione per l'associazion e "Andrea Tamburi" di raccogliere 178 firme tra i detenuti per la petizione che chiede di intitolare piazza Madonna della Neve, a Firenze, nel complesso delle Murate, a Marco Pannella, lo storico leader radicale scomparso il 19 maggio scorso che ha dedicato un impegno incessante (portato avanti fino alla fine) per migliorare le condizioni di vita delle carceri italiane per detenuti, agenti di polizia penitenziaria ed educatori.

 «Il carcere di Firenze di Firenze si presenta come sempre pieno di criticità - ha rilevato Massimo Lensi membro del direttorio della "Tamburi" -. La prima è quella dell'avvio dei lavori di ristrutturazione, molto attesi, per 3 milioni di euro che sono appena partiti ma che sono già a rischio perché a breve la direzione dell'istituto sarà vacante. Tutto può finire nel nulla». Inoltre, ha aggiunto Lensi, «abbiamo rilevato una leggera tendenza al sovraffollamento perché sono presenti 710 detenuti, e di questi 193 sono dentro per detenzione e spaccio. Con la legalizzazione della cannabis non ci sarebbero situazioni di sovraffollamento».

«Siamo preoccupati per la partenza della direttrice - ha sottolineato don Russo - perché mette in discussione la continuità di un progetto, che ha portato a una serie di interventi all'interno del carcere. Con il nuovo direttore non sappiamo cosa avverrà e noi chiediamo che ci sia una continuità e di portare avanti il progetto di adeguamento del carcere affinché la vita dei detenuti sia più normale. Non c'è più il sovraffollamento di prima, anche se c'è sempre un soprannumero, ma quello che ci preoccupa sono soprattutto le condizioni di vita e il trattamento dei detenuti che quando escono rischiano di essere 'potenziatì nei loro aspetti negativi. Il carcere deve invece riuscire a migliorare una persona»