Fabrizio Morviducci
Cronaca

Quella sigla che parla di libertà. Il Ponte dei Cazzotti andrà giù: "Salvate la scritta dei soldati alleati"

La struttura collega la città a Ugnano e sarà abbattuta: lì sopra passarono le truppe che liberarono Firenze. Una volta sconfitti i nazisti vergarono le parole: ’Los Angeles City Limits’ per sancire i nuovi confini.

Quella sigla che parla di libertà. Il Ponte dei Cazzotti andrà giù: "Salvate la scritta dei soldati alleati"

Quella sigla che parla di libertà. Il Ponte dei Cazzotti andrà giù: "Salvate la scritta dei soldati alleati"

È un ponte carico di storia. E praticamente è l’unico con il Ponte Vecchio a essere rimasto in piedi a dopo il passaggio dei nazisti. Che lo minarono in verità, ma non riuscirono a farlo saltare in aria grazie al sacrificio dei partigiani che combatterono e diedero la vita per togliere le cariche esplosive già piazzate e pronte a brillare. Si tratta del Ponte dei Cazzotti a Ugnano, detto anche il ponte dei Nisei, i nippo americani che combatterono in questo quadrante della città durante la seconda guerra mondiale. Quello che non fece il tritolo tedesco, a giorni lo farà una ruspa.

‘Pericolo idraulico’ è stato sentenziato per questo antico manufatto che passa sopra la Greve nel pieno del quartiere 4. Quel ponte però racconta tante storie ed è meta di un turismo della memoria che arriva dall’altra parte dell’oceano. Un turismo silente e di qualità, lontano dalle pizze di plastica e dalla disneyland del Rinascimento, fatto di figli e nipoti che vengono a visitare i luoghi dove hanno combattuto i nonni durante la seconda guerra mondiale.

Anche l’altro giorno durante il nostro sopralluogo, c’era un gruppo appena arrivato dagli Stati Uniti. Fanno migliaia di chilometri per un segno: una semplice scritta verniciata su un ponte da demolire nell’immediata periferia . Su uno dei lati è ancora leggibile una scritta ‘Los Angeles city limits, aug ’44 – 442 co G’. Da quel ponte passarono nell’agosto ’44, nei giorni della Liberazione , i soldati nippo americani del 442° reggimento (compagnia G). Lasciarono la scritta quasi a voler estendere simbolicamente i confini della città di Los Angeles.

Diversi di loro venivano dalla California, ma la scritta era ripresa da un film di guerra molto in voga in quegli anni negli Stati Uniti: ‘Destinazione Tokyo’ uscito nel 1943, protagonista Cary Grant. La pellicola racconta la missione segreta del sommergibile Copperfin, inviato nella baia di Tokyo per effettuare alcuni rilievi meteorologici indispensabili al successo del raid di Doolittle, la prima incursione aerea sulla capitale del Giappone successiva all’attacco di Pearl Harbor. E proprio al termine di questa missione, i protagonisti del film prima di abbandonare la baia, lasciano in una grotta la scritta ‘Los Angeles city limits’. Una beffa per il nemico, così come quella che i nippo americani intesero lasciare sul ponte alle porte . Per la tradizione fiorentina invece, questo è il ponte dei Cazzotti.

Lo avevano chiamato così perché era stato realizzato stretto e, per il diritto di precedenza, contadini e ortolani finivano spesso per passare alle vie di fatto. Un gruppo di appassionati di storia locale, Maurizio Dell’Agnello, Matteo Mangoni, Roberto Fiordiponti, son da tempo al lavoro per cercare di salvare il manufatto, con il sostegno del presidente del Quartiere, Mirko Dormentoni. "La demolizione era inevitabile – ha detto Dormentoni – ma abbiamo ottenuto che il pezzo del ponte con la scritta fosse staccato per intero.

Lo sistemeremo nel parco qui a Mantignano, accanto alla lapide che ricorda i partigiani che diedero la vita proprio per fermare i nazisti che non solo volevano far saltare il ponte, ma anche le pompe dell’acquedotto". Nel quartiere vorrebbero salvaguardare anche i due accessi sull’argine della Greve, trasformandoli in due terrazze su riva destra e riva sinistra (magari unite idealmente da luci o laser). "Salvare un pezzo di storia – ha detto Maurizio Dell’Agnello – che ha visto il passaggio dei Nisei, ma anche dei soldati Neozelandesi, per permettere a chi arriva da così lontano per ricordare i propri cari magari caduti in combattimento, di continuare a farlo".