Firenze, 12 aprile 2018 -  Ha avuto un grande successo il 'Progetto scrivile,  l'iniziativa de La Nazione e Poste Italiane lanciata lo scorso 8 marzo in occasione della festa della donna:  avevamo  chiesto ai lettori della Nazione di inviare componimenti, pensieri, poesie, aforismi, racconti brevi, lettere, filastrocche, favole. Ne sono arrivati davvero tantissimi. Un'apposita commissione li ha letti e valutati.

E i tre vincitori nei giorni scorsi sono stati  ricevuti dal direttore de La Nazione Francesco Carrassi e hanno ricevuto riconoscimenti da Poste Italiane a da La Nazione.

Valentina Zinzula di Pontremoli (Massa),  prima classificata, ha ricevuto il riconoscimento dalle mani di  Paolo Pinzani responsabile della comunicazione esterna territoriale Toscana e Umbria di Poste Italiane.

Pierangelo Baraglia di Grosseto, secondo classificato, ha ricevuto il riconoscimento dalle mani di  Agnese Pini de La Nazione.

Monica Francesconi di Viareggio, terza classificata ha ricevuto il riconoscimento da Patrizia Lucignani de La Nazione. 

Per Poste Italiane erano presenti anche Patrizia Starace e Giuseppina Ciullo. 

I vincitori hanno letto i loro scritti (GUARDA IL VIDEO). La piccola e piacevolissima cerimonia si è svolta  nello studio del direttore Carrassi. 

 

ECCO I TRE ELABORATI VINCENTI

1) Angela. Angela passeggiava sulla battigia, la spuma del mare le carezzava i piedi. Sentiva la sabbia scivolarle tra le dita, la risacca la attirava verso l'infinito, invitandola ad immergersi. Giungeva il tramonto, gli ultimi raggi illuminavano la sua veste candida. Si fermò ad ammirare l’ orizzonte infuocato, il vento salmastro le scorreva tra i capelli. Chiuse gli occhi respirando profondamente, inebriandosi della maestosità dell’oceano. Avanzò lentamente fino a sentire l'acqua bagnarle il grembo arido e si abbracciò, lasciandosi cullare dai flutti. Ascoltava il suo cuore pulsare ritmicamente mentre ripensava al silenzio che l'aveva avvolta qualche giorno prima. Non sento il battito, le aveva sussurrato il dottore. Una condanna a morte avrebbe avuto un sapore più dolce. Angela aveva amato subito quel figlio, dall’istante in cui aveva scoperto che stava crescendo dentro di lei. Aveva assaporato la felicità solo per poche settimane prima che il destino amaro glielo strappasse via. Ora tutto era insipido, incolore, invisibile. Si immerse a lungo, cercando fra le onde un po’ di leggerezza, cercando di scomparire per sempre. Pensò a lungo, schiacciata dalla forza dell'acqua. Pianse forte, mentre i flutti allagavano l'anima e riempivano i polmoni. Urlò con tutta la debole forza che le era rimasta, strinse i pugni al petto per proteggere il cuore mentre il mare, piano, glielo strappava via. Sentiva il dolore trafiggerle il corpo. Scivolava sempre più in profondità. Il buio. Il nulla. La pace eterna. Angela riaprì gli occhi, davanti a lei la morte. Non era nata per arrendersi. Cominciò a nuotare verso la luce con il poco ossigeno rimasto in corpo. Emerse. Arrancò sulla riva e si accasciò per vomitare tutto il mare, tutto il dolore che aveva inghiottito. Gli ultimi raggi disegnavano la sua ombra sulla spiaggia. Pianse per liberarsi dalla paura, per scacciare l'angoscia e la solitudine. Pianse fino a vuotare gli occhi. Pianse per il resto dei giorni, ogni giorno, senza più lacrime. Visse con il dolore profondo più del mare, ma sopravvisse. Come solo una donna può fare.

Valentina Zinzula - Pontremoli (Massa)

 

2) "La donna, quale completamento - e non complemento - della nostra vita e quotidianità, è deve essere amata, rispettata ed onorata per ciò rappresenta." Tanti sono i modi per ricordare la donna. Ma il modo migliore è quello di amarla e rispettarla completamente ed in tutte le sue infinite sfumature. Perché se pensiamo di amare solo il suo corpo, allora non si ama nulla se non un corpo, che con il tempo ci sfumerà dalle mani. Ma amare ciò che è dentro di lei, è il modo migliore per far ricordare a noi che dopotutto, e nonostante tutto, LEI, come noi, è e restenta sempre un essere umano.

Pierangelo Baraglia - Grosseto

 

3) Il ricordo. Che bello ricevere un ramoscello di mimosa! Il suo colore giallo rallegra l'animo, il suo profumo è incantevole. Ogni anno mio papà comprava tre mazzolini: uno lo regalava a mia mamma, uno a me ,e uno a mia figlia. Non dimenticava mai di regalarci questi graziosi fiori, e pensare che per la festa della donna compiva gli anni. Purtroppo questo sarà il terzo 8 marzo senza di lui, se ne è andato improvvisamente in un bellissimo pomeriggio di ottobre, purtroppo è l'ennesima vittima della strada. Quello che provo è un dolore devastante, un vuoto incolmabile. Porterò sempre nel mio cuore il ricordo di quei bellissimi mazzolini festosi e delicati che ci donava con tanto amore. Grazie papà per tutto quello che hai fatto,sei stato un grande papà dolce e affettuoso, mi manchi tanto.

Monica Francesconi - Viareggio