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Firenze, 27  settembre 2017 -  Inchiesta sui carabinieri  Mario Camuffo (appuntato) e Pietro Costa (carabiniere scelto)  accusati di violenza sessuale da due studentesse americane. Sarà la professoressa Marina Baldi, direttore di Genetica forense a Roma, a effettuare le analisi sui reperti biologici sequestrati.

A lei infatti il gip Mario Profeta ha affidato la consulenza tecnica nel corso di una breve udienza svoltasi stamani al tribunale di Firenze. Assenti i due militari, rappresentati dai loro legali (gli avvocati Cristina Menichetti e Andrea Gallori), in aula erano presenti i legali delle due studentesse, già rientrate da tempo negli Usa, gli avvocati Gabriele Zanobini e Francesca D'Alessandro.

Tutti si sono riservati la possibilità di nominare entro il prossimo 18 ottobre un proprio perito. Da quel momento la professoressa Baldi avrà sessanta giorni di tempo per depositare la sua relazione sui residui organici trovati nell'androne e nell'ascensore del palazzo dove, nella notte tra il 6 e il 7 settembre scorso, si sarebbe consumata la violenza. Risposte dovrebbero arrivare anche dalla comparazione, se sarà dato il consenso, con il dna dei due militari, e sui tamponi fatti dai medici dell'ospedale alle due ragazze.

Intanto si aspetta la decisione del gip sulla richiesta di incidente probatorio, avanzata per la seconda volta dal pm Ornella Galeotti (la prima era stata respinta dal gip) per sentire le due studentesse americane. Il pm ha motivato la seconda richiesta invitando il gip a fissare l'incidente probatorio in ordine alla delicatezza del reato, la violenza sessuale, e la conseguente condizione di vulnerabilità psicologica che si è generata. 

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