Jacopo Colombai con il pesce
Jacopo Colombai con il pesce

Firenze, 29 maggio 2020 - "Una bestia di due metri e trenta per almeno novanta chili di peso. Ci ho lottato per una serata, l'ho catturato e poi rilasciato. Non lo dimenticherò mai". Chi parla è Jacopo Colombai, 31 anni e una grande passione per la pesca trasmessa dal nonno. Uno dei tanti ragazzi che di sera vanno sulle rive dell'Arno per pescare, nella zona del Girone.

Una grande passione per un movimento, quello della pesca sportiva, che conta anche a Firenze tanti praticanti. Una serata come tante che si è trasformata in una lotta da raccontare ai nipotini. La lotta con un pesce siluro gigantesco, se non il più grosso, tra i cinque più mostruosi catturati in Arno. E' accaduto domenica. Jacopo era a pesca con l'amico Matteo Pampaloni. "Stavo pescando a spinning, una tecnica che prevede un'esca mobile, che va mossa come se si trattasse di un vero pesce".

In un attimo capisce di aver catturato all'amo un mostro: "Ho sentito la canna tirare, si è quasi spezzata. Il mulinello ha cominciato a girare all'impazzata. Il mostro mi ha praticamente svuotato la bobina di filo". Una scena degna dello squalo. Da appassionato di pesca Jacopo capisce che ha appena ingaggiato la lotta con un grande pesce.

"Non era uno dei tanti piccoli esemplari - dice - La battaglia von il mostro è durata piu di 1 ora e 40 minuti, quando allo stremo delle forze di entrambi, al calar della notte, (erano le 21.45) finalmente ha ceduto". 

I due ragazzi sono esterrefatti. Hanno quasi timore, ma Matteo si getta in acqua e comincia a portare a riva quell'animale ormai esausto. Insieme i due riescono a portare a riva il pesce. E iniziano ad ammirarlo. E' pazzesco che in Arno ci siano esemplari di questo genere, ma è davvero così. Misurano la lunghezza e i numeri non mentono: due metri e trenta. I due quantificano il peso in almeno novanta chili: "Era quasi impossibile sollevarlo - dice Jacopo - e il mio amico è alto un metro e novantacinque, ha forza ma quel pesce era davvero pesante".

Jacopo ha reso onore al pesce e alla battaglia che ha ingaggiato con lui liberandolo. "Ho cercato di chiamare le guardie ambientali ma nessuno mi ha risposto. Alla fine gli ho restituito la libertà". Un gesto che commuove pensando alla battaglia che pescatore e pesce hanno ingaggiato. Un gesto che parla di passione per la pesca sportiva ma anche di amore per la natura.