pasta
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Firenze, 19 marzo 2018 - Hanno messo a cuocere la pasta mettendola in una pentola senz'acqua, provocando un principio d'incendio che ha richiesto l'intervento dei vigili del fuoco. Protagoniste dell'episodio, accaduto ieri pomeriggio in un appartamento di via Pellicceria nel centro di Firenze, tre studentesse ventenni originarie degli Usa.

Le fiamme, spente sul nascere dai pompieri, hanno danneggiato alcuni mobili della cucina. Sul posto è arrivata anche una pattuglia della polizia. Secondo quanto ricostruito, le tre ragazze avrebbero comprato un pacco di pasta al supermercato, per provare a cucinare un tipico piatto italiano. Arrivate a casa hanno sistemato la pasta in una pentola e hanno acceso il fornello senza sapere, per loro stessa ammissione, che occorreva anche l'acqua. Alcuni minuti dopo la pentola ha preso fuoco, costringendole a chiedere l'intervento dei pompieri.

FABIO PICCHI: REGALO ALLE RAGAZZE 4 ORE DI LEZIONE DI CUCINA ITALIANA -  "Come generazione e come fiorentino, mi sento in colpa. Sento che c'è stato un forte deficit di comunicazione da parte di questa città". Lo ha detto il patron del Cibréo e della C.BIO Fabio Picchi. "Noi cosa abbiamo trasmesso a queste ragazze che sono venute qui a studiare e in un momento di riposo hanno cercato di farsi il piatto più che tipico della nostra cultura gastronomica?". Le ragazze si sono giustificate: "abbiamo messo la pasta sul fuoco senza l'acqua, credevamo si cucinasse così". Fa sorridere? "In realtà - dice Picchi - c'è poco da ridere. E' troppo facile fare la battuta. Invece bisogna riflettere: perché è accaduta una cosa del genere con il piatto italiano per eccellenza?". Abbiamo mostrato al mondo troppi cuochi d'artificio? "Può darsi - conclude Fabio Picchi. Ed è per questa ragione che ho deciso di regalare 4 ore di lezione di cucina italiana gratis alle tre ragazze americane protagoniste del fatto. Insieme a due mie straordinarie cuoche pranzeranno nel nostro ristorante. Nel mentre insegneranno loro i semplici basilari che se ben fatti sono buonissimi. Penso che questo possa essere utile a loro, ma anche a noi. Intendersi è sempre - con semplicità e con cognizione - cosa bella e necessaria".