I carabinieri esaminano l'auto dove è stato trovato il cadavere
I carabinieri esaminano l'auto dove è stato trovato il cadavere

Firenze, 11 dicembre 2015 - Un viaggio a ritroso, nel tempo e nello spazio. E’ quello che stanno compiendo gli investigatori dei carabinieri per ricostruire dove e quando è stato ucciso Giuseppe Raucci, il 48enne trovato cadavere nel bagagliaio di una Citroen C1 di fronte all’uscita di Ginestra Fiorentina della superstrada Firenze-Pisa-Livorno.

Perché gli inquirenti, coordinati dal pm Benedetta Foti, sono certi di una cosa: il delitto è avvenuto non alla Ginestra ma altrove, ed il cadavere è stato abbandonato dentro la piccola utilitaria, proprio di fronte all’uscita dell’arteria per chi arriva dal mare.

Raucci, residente ufficialmente a Prato, era di fatto domiciliato a Capezzano Pianore, nel Comune di Camaiore, dove vive la sua compagna. Mercoledì pomeriggio è qui che ha visto per l’ultima volta la donna, la bella russa Dyliara Ichmakova, 44 anni, un passato da modella, e la loro bambina.

Dalle 16.30 in poi, l’ora in cui risulta che abbia salutato la figlia, Raucci potrebbe aver visto o incontrato qualcuno. Ed è qui che potrebbe celarsi la chiave del mistero. Il buio di molte ore s’interrompe ieri mattina, quando la sua compagna, non avendo più notizie, si reca dai carabinieri di Livorno a denunciarne la scomparsa. Perché a Livorno? E’ andato a cercarlo da qualche parte e non l’ha trovato? Probabilmente, quando la russa ha sporto denuncia, Raucci era ormai un cadavere stipato in quella anonima Citroen (intestata alla madre, Gerardina Lullo, che abita a Prato) parcheggiata di fronte ad una carrozzeria appena fuori dalla frazione di Lastra a Signa, in un piccolo parcheggio usato dai residenti del posto ma anche da chi si dà appuntamento all’uscita. Ma chi può aver corso il rischio di percorrere dei chilometri con un cadavere nel bagagliaio? Ma soprattutto, perché uccidere il 47enne?

C’è il traffico di stupefacenti nel passato, abbastanza remoto, del pratese. Nel luglio del 1993 – all’epoca aveva 26 anni - i carabinieri del Ros lo arrestarono nell’area di servizio di Firenze Nord, mentre con un complice stava ritirando un carico di 173 chilogrammi di hashish da un camionista spagnolo. Secondo quanto ricostruito all’epoca dagli inquirenti, Raucci avrebbe avuto il compito di trasferire il carico nel Nord Italia per conto di un’organizzazione criminale. Il pratese venne poi lambito da un’inchiesta, sempre per traffico di stupefacenti, della squadra mobile fiorentina nel 2008: arrestarono molti dei suoi amici, ma contro di lui non viene trovato nessun tipo di elemento. Più recentemente, è stato fermato ad un normale controllo in macchina in compagnia di una dominicana. Tra le tante ipotesi che circolano in questi frenetici momenti, è che gli affari dell’uomo possano essersi trasferito nell’oceano dei locali notturni e della prostituzione.

Questa mattina, la procura di Firenze affiderà l’incarico per l’autopsia, che potrebbe dare ulteriori elementi d’approfondimento. Raucci è stato ucciso con un colpo di arma da fuoco alla testa, quasi certamente una pistola. Anche il foro d’entrata potrebbe “parlare”: il colpo lo ha raggiunto alla tempia sinistra, come se, ad esempio, fosse seduto in macchina sul lato passeggero. Un’ipotesi, al pari di tante altre, che non viene esclusa dai carabinieri.