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11 mag 2022

"Nove promozioni Impresa storica"

C’è la nona (sinfonia) di Beethoven che è la più famosa e c’è la nona (promozione) di Paolo Indiani che è la più straordinaria. Proprio l’aggettivo con cui il 67enne tecnico di Certaldo ha identificato la storica promozione in Serie C del suo San Donato Tavarnelle dopo la vittoria nel girone E di Serie D con un turno d’anticipo.

Indiani, cos’ha di diverso questa promozione dalle precedenti?

"Direi che assomiglia a quella di Pontedera (dalla Seconda alla Prima Divisione, stagione 2012-13, ndr) nel senso che anche questa non era stata programmata. E non era neppure preventivabile visto che dopo il quarto posto della stagione scorsa quest’anno avevamo nel girone squadre attrezzate come l’Arezzo e il Gavorrano".

Invece il dominio dei suoi uomini è stato assoluto.

"E se domenica battiamo in casa il Cannara chiudiamo a quota 81: c’è da essere orgogliosi. Se non ci fosse stato il Poggibonsi, cui vanno i miei complimenti, avremmo ottenuto la promozione con 6-7 giornate d’anticipo visto che la terza (l’Arezzo) è 17 punti dietro e la quarta (il Gavorrano) 18".

Quando ha capito che ce l’avrebbe fatta a vincere il campionato?

"Quattro turni fa, quando abbiamo vinto a Poggibonsi 2-1 in rimonta e da +2 siamo andati a +5 a tre partite dalla fine. Ma anche nelle gare di andata ad Arezzo, quando nella ripresa abbiamo recuperato le due reti di svantaggio, e con il Gavorrano, quando sul 3-1 per noi si è chiuso sul 3-3. Ecco, questi pareggi contro le squadre considerate favorite per la vittoria mi hanno fatto capire che potevamo lottare anche noi".

Russo 21 reti e Marzierli 19 sono stati i suoi gemelli del gol, ma tutta la squadra ha girato alla grande...

"Ci sono buone individualità e una squadra che in D fa un campionato del genere può stare anche in C".

Il suo futuro è ancora al San Donato Tavarnelle?

"Vediamo. Prima deve essere la società a decidere cosa fare. Per ora mi godo questa promozione che definirei straordinaria sotto ogni punto di vista".

Stefano Lemmi

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