Firenze, 10 agosto 2018 - Il dolore  si rinnova puntualmente, ogni giorno, ma domenica sarà sicuramente più pungente per i familiari ma anche per chi non conosceva quel bellissimo ragazzo. Il 12 agosto sarà il primo anniversario della morte di Niccolò Ciatti, 22 anni, ucciso in una discoteca di Llorett de Mar, Spagna.

Un ricordo triste per Scandicci visto che il giovane era scandiccese, ma anche un impegno per cercare di non disperdere la memoria di quanto accaduto e arrivare alla giustizia per un atto folle: «Non c’è il rischio che Scandicci dimentichi – sottolinea il sindaco Sandro Fallani – perché questa vicenda terribile ha sconvolto davvero tutti: bisogna però fare in modo che anche al di fuori del nostro Comune si continui a tenere alta l’attenzione su questo fatto fino a che non sarà detta la parola fine, almeno dal punto di vista giudiziario. Per quanto ci riguarda, come Comune, attraverso la Città Metropolitana ci costituiremo parte civile al processo che dovrebbe prendere il via nei primi mesi del prossimo anno».

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Domenica però, in attesa del tribunale, sarà il giorno del ricordo con una serie di iniziative a Scandicci e non solo: alle 21 sarà celebrata una messa in suffragio di Niccolò alla parrocchia di Casellina cui seguirà una fiaccolata, fino a piazza della Resistenza. Alle manifestazioni prenderanno parte il sindaco e altri rappresentanti dell’amministrazione. Anche la Città Metropolitana parteciperà con un significativo gesto: alle 11, presente il sindaco metropolitano Nardella, sulla facciata di Palazzo Medici Riccardi sarà esposto un grande striscione con la scritta «Giustizia per Niccolò Ciatti».

«Oltre a Niccolò – conclude Fallani – quest’anno Scandicci ha perso in modo tragico e violento altri tre ragazzi: Leonardo, Ibo, Beatrice. Da sindaco stare accanto al dolore infinito di questi genitori, con alcuni dei quali mi univa anche una conoscenza precedente, è un compito delicato, che mette alla prova sia come uomo che come amministratore. Continueremo a stare vicini e sostenere Luigi, Cinzia e Sara e continueremo nei limiti delle nostre possibilità a sostenere anche le altre famiglie».

Sandra Nistri