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ILARIA ULIVELLI
Cronaca

Nardella da Fitto con il dossier "Ci sono tutti gli elementi per l’Ue"

Positivo l’incontro con il ministro del Pnrr a Roma. Raccolti i documenti tecnici. Ora la parola all’Europa. L’argomento Franchi entra in consiglio regionale. Giani: "Finanziamenti chiesti in base alle norme".

Nardella da Fitto con il dossier  "Ci sono tutti gli elementi per l’Ue"
Nardella da Fitto con il dossier "Ci sono tutti gli elementi per l’Ue"

di Ilaria Ulivelli

Nardella è tornato da Roma con il sorriso. Aveva portato con sé tutto il dossier stadio al quale avevano lavorato per giorni – ricostruendo tutto il percorso e i principi normativi ai quali è ancorato – il direttore generale di Palazzo Vecchio Giacomo Parenti (responsabile del progetto Campo di Marte), con gli uffici dell’urbanistica. Ma non solo. Nel dossier ci sono le carte del vincolo del monumento, i progetti ecosostenibili, gli ultimi dati dell’Indicatore di vulnerabilità sociale e materiale rilevati dall’Istat che fanno rientrare quella porzione di Campo di Marte nel parametro richiesto (sopra 100) per un soffio.

Il sorriso del sindaco è un buon segno? Per sapere il vero destino del Franchi probabilmente bisognerà aspettare che il governo riferisca in parlamento sul Pnrr, come ha annunciato ieri il ministro Raffaele Fitto che nel suo ufficio romano, insieme al sottosegretario agli Interni Emanuele Prisco, ha incontrato il presidente dell’Anci Antonio De Caro e i sindaci di Firenze Dario Nardella (con lui l’assessore allo sport di Palazzo Vecchio, Cosimo Guccione) e di Venezia Luigi Brugnaro.

Fitto sostiene che la condivisione con il parlamento sarà "un’ottima occasione di confronto". Anche perché permangono diffidenze e frizioni sullo stadio fiorentino, anche in area governativa: il primo ad alzare la mano ieri è stato il vicepremier e ministro per le Infrastrutture Matteo Salvini. La volontà di trovare soluzioni c’è anche a Bruxelles, come ribadisce anche il commissario agli Affari economici Paolo Gentiloni che assicura la volontà di "collaborare" con il governo italiano.

Per sbloccare il recupero dello stadio Franchi di Firenze e il Bosco dello Sport di Venezia, l’incontro di Fitto con i due sindaci di Firenze e Venezia: "Sono stati approfonditi tutti gli aspetti tecnici e sono emersi elementi utili che il governo italiano, in sintonia coi sindaci interessati, trasmetterà alla Commissione europea al fine di superare tutte le criticità riscontrate e, quindi, poter consentire la realizzazione degli interventi previsti – dice il ministro – Un lavoro e un confronto, con spirito costruttivo, che sin dalle prossime ore proseguirà con la Commissione europea".

Le carte, che l’esecutivo presenterà a Bruxelles, contengono "elementi utili" per mantenere i due progetti tra quelli finanziati con i fondi del Recovery. Ma ora la parola spetterà alla Ue. Nel frattempo si proseguirà con la radiografia all’intero piano da parte di tutte le amministrazioni per individuare quelli da fare migrare ad altre fonti di finanziamento. Per questo era presente all’incontro anche il sottosegretario all’Interno. Perché si conta di arrivare in fondo e ottenere i finanziamenti Ue, ma se per il Franchi si dovessero chiedere le porte, sarà proprio il ministero dell’Interno a salvare un progetto già in stato avanzato.

La discussione sul Franchi ieri si è affacciata anche in consiglio regionale con l’interrogazione del del capogruppo di Italia viva, Stefano Scaramelli, che chiedeva in particolare se non fosse stato preferibile riversare le risorse pubbliche del Pnrr a beneficio di altri interventi. Il governatore Eugenio Giani tira dritto. "Il comune di Firenze ha fatto bene ad attivare la domanda e fa bene a cercare di rivendicare quelle risorse", dice.

"Se è stato attivato un finanziamento per 95 milioni sulla base della missione dei beni culturali, e lo stadio ha tutte le caratteristiche per essere finanziato, il Comune fa bene ad attivarlo. Ma non c’entra nulla con lo spendere i soldi in altro modo. O partecipi a quel bando o non partecipi. Le risorse se non le spendiamo per lo stadio, lo Stato se le riprende e vorrà dire che procederà ad assegnarle ad altri in quelle linee di finanziamento".