Firenze, 25 agosto 2021 - Il viaggio in India per abbracciare la figlia tanto desiderata, il contagio con il virus, il rientro in Italia e la lunga malattia in ospedale. E' morto a 45 anni, Enzo Galli, il cittadino di Campi Bisenzio, nel Fiorentino, che era rimasto bloccato in India per un mese e mezzo con la moglie durante il viaggio per l'adozione. L'uomo è deceduto ieri pomeriggio all'ospedale Careggi di Firenze dove era stato ricoverato l'8 maggio scorso, al ritorno dall'Asia. Da allora aveva passato tre mesi attaccato all'ossigeno per le continue complicazioni a polmone e cuore legate al virus. 

Covid, padre e figlio morti a distanza di pochi giorni

I funerali

Si svolgeranno domani mattina alle 10.30, nella chiesa di San Lorenzo a Campi Bisenzio i funerali di Enzo Galli. Il feretro si trova alla Misericordia di Campi Bisenzio per la camera ardente che apre nel pomeriggio. «Ho visto la moglie Simonetta poco tempo fa - ha spiegato l'avvocato e amica di famiglia Elena Rondelli -, è provata ma ha dimostrato tanta forza e lucidità. Il dolore è grande ma il suo pensiero è andato alla loro bimba e a portare avanti il progetto di vita che loro avevano costruito». 

Dolore nella sua Campi Bisenzio

"Enzo Galli non ce l'ha fatta - commenta il sindaco di Campi Bisenzio, Emiliano Fossi - si era ammalato di Covid tornato dall'India, dove erano andato insieme a Simonetta per adottare la piccola Mariam Gemma. Tutta la nostra citta' si stringe intorno alla moglie, alla figlia e a tutta la famiglia". La coppia di Campi Bisenzio era partita per l'India ad aprile per coronare il sogno di diventare una famiglia e stringere tra le braccia la piccola Mariam. Prima della ripartenza per l'Italia però la moglie Simonetta era risultata positiva al tampone di controllo e per lei era scattato un lungo protocollo anti Covid, mentre l'India attraversava la fase piu' dura della pandemia.

A rendere possibile il rimpatrio la gara di solidarietà - con donazioni arrivate a superare 100.000 euro - che alla fine avevano permesso di allestire un volo sanitario attrezzato per il biocontenimento. Tuttavia Enzo non ha mai avuto tempo di festeggiare. Al rientro lui e la figlia sono risultati positivi al Covid-19: la piccola, seguita all'ospedale pediatrico Meyer, se l'e' cavata con una forma asintomatica, mentre lui ha accusato disturbi subito molto gravi tanto da dover essere ricoverato d'urgenza. Tre mesi e mezzo di ricovero: i primi di agosto ha avuto uno shock settico ed era stato sottoposto a dialisi per il malfunzionamento di un rene. Nel frattempo la terapia antibiotica sembrava aver aperto una luce di speranza, fino al triste epilogo di ieri. 

Il ricordo dell'avvocato che aiutò la famiglia a rientrare in Italia

"È la notizia che non avrei mai voluto ricevere e che non avrei mai voluto dare, ieri per ore ho saputo la notizia senza riuscire a comunicarla. Ora è il momento del raccoglimento, della vicinanza alla famiglia, poi avremo tante cose da ricordare e da raccontare". Elena Rondelli, è l’avvocato pratese che giorno e notte lavorò con tenacia per riportare a casa con un volo sanitario privato i suoi amici Enzo Galli, la moglie Simonetta Filippini e la piccola Mariam Gemma, bloccati in India per la positività di Simonetta. Papà Enzo è morto ieri all'ospedale di Careggi, ha perso la sua battaglia contro il Covid 19 iniziata lo scorso maggio. Ora l'avvocato Rondelli ricorda con grande commozione quell'amico che con la moglie ha fatto l'impossibile per portare in Italia quella bambina tanto desiderata ed amata. 

Nella foto l'avvocato Elena Rondelli

"Parlava sempre di Simonetta e della loro bambina"

"Penso continuamente a quando dall’India lo sentivo in ogni ora del giorno e della notte - ricorda Rondelli -. Mi parlava sempre di Simonetta e si preoccupava di prendersi cura bene della figlia, di cui finalmente era diventato padre amorevole e con cui si era trovato improvvisamente da solo. Ho impressi nella mente tutti i video che mi mandava e tutte le parole di quei giorni. Doveva riportare a casa Simonetta e Mariam, non si è mai arreso, e anche quando è tornato non si mai arreso. La notte del rientro in Italia il primo messaggio sul telefono è per Mariam.

La mattina dopo i suoi pensieri erano per chi l’aveva aiutato a tornare, voleva ringraziare tutti. Ricordo che nella prima video chiamata dall’ospedale mi volle fare un elenco di persone che avrei dovuto ringraziare, subito dopo cominciò a pensare agli indiani che si trovavano là che avevano bisogno di aiuto. Ha sempre pensato a tutti anche quando era in ospedale, quando ancora non era stato intubato".

Ricordo le sue video chiamate nel silenzio fatte di gesti - continua l'avvocato -, perché aveva la maschera per l’ossigeno, e le poche parole che riusciva a dire erano per l’adorata Simonetta, per la piccola ma anche per tutti noi. Ora dobbiamo stare vicino a Simonetta con discrezione, con attenzione. Le parole non servono perché la vita di Enzo è testimonianza di amore senza bisogno di parole, testimonianza di amore senza limiti, incondizionato, amore per la famiglia e per tutti, la sua fede immensa non ci abbandonerà".

"Un amico gioioso"

"Ha combattuto con un leone fino alla fine - conclude Rondelli-. Lo voglio ricordare per l’amico gioioso che è stato per tutti noi, per il padre amorevole che è riuscito ad essere anche se per poco e per lo sposo dell’adorata Simonetta. È un momento di dolore grande, perché la perdita è grande troppo grande in questo momento, ma so che tu Enzo ci sarai sempre con il tuo grande amore, sei già a preoccuparti di Simonetta e di Mariam. Non ti dimenticherò mai caro fratello mio".

 

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