Coronavirus
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Firenze, 3 luglio 2020 - Ci sono due frasi pronunciate da "congiunti" di vittime diverse di Ematologia, uccise dal Covid in ospedale, che ghiacciano il sangue. "Il vero miracolo è che i morti scoperti siano solo tre. E scoperti solo grazie alla Nazione che lo ha pubblicato sul giornale: a noi nessuno aveva detto nulla". Già, nessuno sapeva che c’era stato un focolaio di Covid 19 con decessi a Ematologia di Careggi.

Quella frase è una sciabolata, ma di certo non è meno grave il parere espresso dal parente di un’altra vittima. "Me l’hanno ucciso – dice – Aveva solo 40 anni, mio fratello Yuri...".
La terza persona morta a Ematologia era ammalata di leucemia, pare una forma promielocitica fortunatamente presa proprio agli esordi. Speranza d vita buona, gli avevano detto i medici. Aveva fatto il tampone ed era negativo: non aveva il Covid 19. Questo è la situazione certa, è agli atti.

Sull’aspetto giudiziario dei successivi step medici si apre un gigantesco punto interrogativo e se la vedranno i responsabili sanitari perché la moglie, gli altri familiari stanno finendo di preparare l’esposto denuncia da presentare in Procura. Yuri è morto di Covid mentre stava migliorando della leucemia. Questo in base a quello che i medici hanno detto ai familiari. E’ vero anche che ci sono passaggi intermedi che la famiglia ha scritto nell’esposto e che non potranno non essere oggetto di investigazione da parte della Procura.

Al momento le inchieste ‘Covid’ comprese quelle sui casi di infezione nelle Rsa, fanno capo al sostituto procuratore Giovanni Solinas e al collega Vito Bertoni. Tutti coordinati dal procuratore aggiunto Luca Turco. Per adesso il pm lavora sul primo esposto denuncia presentato dai familiari di Elena Mariani, la prima paziente deceduta per Covid a Ematologia. Sul fatto è stato aperto un fascicolo giudiziario al momento senza persone indagate.

L’inchiesta appare oggettivamente complessa perché la responsabilità penale è personale ed è anche incontestabile che, come come già altri sottolineano nel Palagiustizia, il Covid è una malattia. Ma – riflettono i parenti dei deceduti – non si può entrare in ospedale ‘abbastanza malati’ (perché se siamo sani restiamo a casa) e morire di lì a poco per ben altre ragioni e atroci tormenti. Magari evitabili". O che comunque dovevano essere evitati. Ma questo non è avvenuto, magari per negligenza, imprudenza o imperizia, definizioni del reato colposo. E non basta neppure sentirsi dire che "a Ematologia non sanno da dove sia partito questo focolaio". Alle famiglie non basta.

Per il momento il pm Solinas ha chiesto alla polizia giudiziaria di farsi consegnare tutti i dati del reparto, i protocolli messi in atto a tutela di pazienti e operatori a Careggi. Ha chiesto di acquisire i provvedimenti della Regione in questo ambito. E’ già pronto a chiedere tutte le cartelle cliniche riguardanti gli altri due casi di morte da Covid che ha appreso dalla lettura della Nazione. Comunque, dicono i parenti delle vittime, è anche singolare che un reparto Covid, quindi altamente pericoloso, sia allo stesso piano e nell’ala adiacente a quello di Ematologia e comunque contiguo a quello di Malattie Infettive. Per loro è come depositare una polveriera accanto alle micce.
 

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