Miele
Miele

Firenze, 16 aprile 2018 - Produzione di miele in forte ritardo, con cali fino al 50% per i primi raccolti di stagione, a seconda delle zone, e mancata impollinatura delle piante a causa delle numerose piogge che hanno spinto le api a restare nelle arnie durante la fioritura. È l'allarme lanciato da Coldiretti sugli effetti del maltempo per l'apicoltura.

«Questa primavera instabile - sottolinea in una nota il presidente di Coldiretti Toscana Tulio Marcelli - sta creando grossi problemi agli alveari in alcune aree. Il maltempo ha compromesso le fioriture, le api non hanno avuto la possibilità di raccogliere il nettare e quindi non stanno riuscendo a produrre miele. Ma difficoltà si registrano anche per l'impollinazione delle piante da frutto, con la prevedibile conseguenza di una minore disponibilità di prodotto, se non ci sarà una decisa inversione di tendenza».

Coldiretti ricorda che in Toscana si producono mediamente 23 mila quintali di miele, circa il 10% della produzione nazionale, per un valore di circa 16 milioni di euro. Gli apicoltori nella nostra regione sono circa 4700 e sebbene sia un settore dove è sviluppato l'hobbismo, una buona parte di questi sono veri e propri imprenditori agricoli. L'anagrafe regionale ad oggi censisce oltre 98 mila arnie. Gli effetti del clima, rileva l'associazione, rischiano di aggravare una situazione già difficile dopo che la produzione di miele nel 2017, a causa della siccità, si è ridotta a meno di 10 milioni di chili a livello nazionale, uno dei risultati peggiori della storia dell'apicoltura moderna da almeno 35 anni.