Nuovo allestimento per il Mercato delle pulci (New Press Photo)
Nuovo allestimento per il Mercato delle pulci (New Press Photo)

Firenze, 23 ottobre 2019 - «Mah, qui ci manca mezzo tetto. E quando piove?». «E quando piove si starà a vedere eh...». I ’Ciompi’ dello storico mercatino prendono le misure agli spazi della loro nuova casa in largo Annigoni alternando i sorrisi compiaciuti di chi vede finalmente un bagliore in fondo al tunnel – quasi quattro anni di ’accampamenti’ dopo lo smantellamento della vecchia location, «anni in cui qualcuno non buscava nemmeno 150 al mese e solo per l’affitto della tenda ne pagava 110» – a qualche inevitabile puntura dissacrante. «Il mercato l’hanno rifatto bello, poco da dire. Ora bisogna veder se la gente ci trova, sennò si passa le giornate a guardarsi negli occhi» alza le spalle un ’senatore’ dei banchi di strada. Ma anche lui, pur non rinunciando al fisiologico brontolio fiorentino, alla fine sembra soddisfatto.

«C’è aria, c’è spazio – dice – Non sono un architetto, ma mi sembrano strutture moderne e pratiche. Meglio delle tendopoli, poi, sono di sicuro». A un pugno di giorni dal taglio del nastro ufficiale – con sindaco e Gonfalone al seguito – previsto per sabato mattina, buona parte dei ventisei ambulanti del ’fu’ mercatino dei Ciompi hanno già preso possesso degli stand e spaparanzato i loro pezzi pregiati al sole di questo ottobre che sembra giugno. «Se siamo contenti? Direi proprio di sì – dice Laura seduta fuori dal suo nuovo ’negozio’ – E’ incredibile essere qui dopo tutto quello che abbiamo passato. Comunque ora guardiamo avanti, questi stand sono belli, 16,17 metri quadri. E poi si sviluppano in verticale quindi c’è più spazio».

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«C’è aria, c’è spazio – dice – Non sono un architetto, ma mi sembrano strutture moderne e pratiche. Meglio delle tendopoli, poi, sono di sicuro». A un pugno di giorni dal taglio del nastro ufficiale – con sindaco e Gonfalone al seguito – previsto per sabato mattina, buona parte dei ventisei ambulanti del ’fu’ mercatino dei Ciompi hanno già preso possesso degli stand e spaparanzato i loro pezzi pregiati al sole di questo ottobre che sembra giugno. «Se siamo contenti? Direi proprio di sì – dice Laura seduta fuori dal suo nuovo ’negozio’ – E’ incredibile essere qui dopo tutto quello che abbiamo passato. Comunque ora guardiamo avanti, questi stand sono belli, 16,17 metri quadri. E poi si sviluppano in verticale quindi c’è più spazio».
Cristina fa un bel sorriso: «Guardà lì, sono anche baciata dal sole. Magari poi ci metto una tendina». E poi c’è Mario che vede sì il bicchiere mezzo pieno, però è del mestiere da un pezzo e la parte vuota la tiene d’occhio:
«Non vorrei che dopo l’inaugurazione fossimo subito dimenticati. – dice – In questi anni le istituzioni ci hanno un po’ lasciati soli mentre qualche antiquario tra noleggio delle tende, spese per il suolo pubblico e Inps si è ritrovato spesso con l’acqua alla gola e con gli incassi azzerati». La ricetta? «Ora sarebbe opportuno che il nuovo mercato venisse pubblicizzato in qualche modo dal Comune. Come? Con dei cartelli che lo indichino ai turisti, altrimenti qua non ci trova nessuno. Potrebbero anche studiare un sistema di transito bussini per portare i turisti qui in Sant’Ambrogio a visitare il mercato magari anche solo per un’oretta».
Insomma soddifsazione mista a prudenza. E ancora un po’ di voglia di mostrare i muscoli dopo anni balordi e incerti. Questa la macedonia di sensazioni in Largo Annigoni dove gli antiquari scrutano i nuovi spazi così diversi da quelli di una volta. Niente più ghisa e vetro, niente più fascino bohémien da vecchia Firenze. Ma per fortuna, nemmeno niente più polvere e amianto. Il futuro è una struttura di taglio europeo. Forse più asettica e fredda di un tempo, certo però più funzionale e ariosa. Saranno fiorentini e visitatori a disegnarle il futuro.