Guardia medica (foto di archivio)
Guardia medica (foto di archivio)

Firenze, 14 gennaio 2022 - Da una parte l’inefficienza dei servizi offerti ai cittadini. Dall’altra la frustrazione e il carico di lavoro diventato ormai insostenibile. Una miscela esplosiva che è sfociata in un grido di dolore e di protesta. La medicina di famiglia, così com’è disorganizzata non funziona più. Per questo, con l’annuncio dell’arrivo dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza che farà nascere in Toscana 78 nuove case di comunità, cambiando radicalmente l’organizzazione della medicina territoriale, si apre una nuova fase.

Saranno i medici di famiglia a gestire le case di comunità, strutture che saranno una sorta di ospedale di prossimità con più medici che offriranno un servizio continuativo e completo anche di diagnostica di primo livello (come ecografie) e di assistenza infermieristica. Oltre che di guardia medica. Le case di comunità dovranno restare aperte dalle 8 a mezzanotte. Ma da qui a quando saranno attive i sindacati dei medici di medicina generale chiedono di dare immediata applicazione al preaccordo definito con la Regione per snellire le procedure burocratico-amministrative che gravano sui medici, nonché gli specifici interventi finalizzati a migliorare le attività di guardia medica.

Si chiede l’applicazione del modello H16, ovvero, nei territori dove c’è un ospedale entro un raggio di distanza di venti chilometri, per ottimizzare le poche risorse a disposizione, la guardia medica funzionerà dalle 20 alle 24 nei giorni feriali e dalle 8 alle 24 nei festivi. La notte ci sarà il 118 per le emergenze. I tavoli tecnici per avviare il percorso di riorganizzazione e per la definizione del nuovo accordo regionale di medicina generale saranno costituiti da oggi.