Il presidente Mattarella agli Stati Generali della lingua italiana (Moggi/New Press Photo)
Il presidente Mattarella agli Stati Generali della lingua italiana (Moggi/New Press Photo)

Firenze, 18 settembre 2016 - «Proporre la qualità Italia è la sfida di fronte a noi: proporre cioè l'umanesimo che deriva dalla nostra cultura, dal modo di vivere, di lavorare. L'italianità parla di umanesimo». Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che è arrivato a Firenze ed è entrato in Palazzo Vecchio per prendere parte agli Stati generali della lingua italiana (Leggi l'articolo). 

"Le lingue sono in continua trasformazione ed è preziosa l'attività di istituzioni che, come l'Accademia della Crusca, vegliano affinché non ne vengano tradite le fondamenta". Ha detto il presidente della Repubblica. L'appartenenza a più culture, il plurilinguismo, l'ibridazione linguistica sono, tuttavia, parte dell'esperienza dell'uomo contemporaneo, in una fase rinnovata di forti migrazioni. "In un convegno di qualche anno fa dedicato al rapporto tra glocalismo e lingua italiana, Piero Bassetti - ha osservato il presidente - ricordava che si possono costruire sistemi di conoscenza 'bottom-up' altrettanto ricchi di quelli costruiti 'top-down'. Bassetti mi perdonerà se, in conformità all'invito rivoltomi dalla Crusca, sostituisco alle espressioni inglesi, da lui utilizzate, quelle italiane di 'dal basso verso l'alto' e 'dall'alto verso il basso'".

"La lingua è il vettore di valori identitari espressione della cultura di un popolo". È "indispensabile il rafforzamento dei canali televisivi in lingua italiana dedicati all'estero e di contenuti per la rete internet: si tratta di una missione peculiare cui il servizio pubblico radiotelevisivo deve assolvere, con grande attenzione proprio all'offerta culturale complessiva che l'Italia è in grado di mettere in campo". Ha aggiunto il presidente nel suo intervento conclusivo agli Stati generali della lingua italiana a Firenze. "Si tratta di un'offerta che non raggiungerà solo le nostre comunità all'estero, desiderose di trasmissioni di qualità, ma contribuirà al ruolo di 'lingua franca' che, in molti ambiti culturali - arte e musica fra questi - l'italiano si trova a svolgere".

Ad accogliere Mattarella stamani al suo arrivo sull'arengario di Palazzo Vecchio il viceministro degli esteri Mario Giro e il sindaco Dario Nardella.

Il presidente è arrivato in auto in piazza della Signoria e, quando è sceso, è stato accolto dall'applauso di cittadini, turisti e di tanti bambini presenti in piazza che assistevano a una cerimonia dei vigili del fuoco in occasione del 50esimo anniversario dell'alluvione di Firenze.