CARLO CASINI
Cronaca

L’Isolotto sbarca nella Capitale. Il film sul rione al cinema Farnese

‘Le chiavi di una storia’, il documentario sulla comunità di Federico Micali in una delle sale più celebri di Roma

Sbarca a Roma ‘Le chiavi di una storia’, il documentario sulla comunità dell’Isolotto del regista fiorentino Federico Micali. Una storia lunga settant’anni, dalla fondazione del 1954 a oggi, con al centro quel ’68 caldo più che mai in quel villaggio di case popolari che finì sui giornali di tutto il mondo con la rivoluzionaria opera di don Enzo Mazzi.

Interviste si intrecciano con articoli, video e tanto altro materiale – tra cui diversi documenti inediti – dell’Archivio storico dell’Isolotto. Dopo oltre settanta date in Italia, l’opera è stata proiettata ieri sera al Cinema Farnese di Roma.

"Il film continua a dimostrare una bellissima vitalità. – afferma il regista Micali – Siamo partiti dal Festival dei popoli lo scorso ottobre, poi tanti appuntamenti con grande riscontro di pubblico e di critica. Firenze ha veramente adottato il film, questo ci ha entusiasmato, ci ha dato l’input per andare oltre i confini della città: siamo stati pochi giorni fa a Venezia, oggi (ieri, ndr) a Roma, tra poco Ravenna. Quando sono stato contatto dalla Comunità dell’Isolotto, doveva essere un lavoro più piccolo. Ma piano piano ho riscoperto la grandezza di questa storia rimasta un po’ in ombra rispetto a quella recente della città ed è nato un documentario vero e proprio, sono contento di farla riemergere, riscoprirla alla città ma anche fuori".

"Abbiamo intervistato – prosegue il regista – una trentina di persone e la cosa più complessa è stata legarle in una voce unica, in un racconto che non ha protagonista, nonostante la presenza di un prete straordinario, visionario, è una storia collettiva; così ho cercato di raccontarla senza una voce narrante, ma di un coro".

"Il nostro intento era quello di raccontare questa storia perché possa parlare anche per il presente e per il futuro – spiega Claudia Dolfi, volontaria dell’archivio –. Non è soltanto un’operazione di memoria, ma un’occasione soprattutto per le giovani generazioni che vengono ad abitare all’Isolotto per sviluppare un senso di appartenenza alla storia del quartiere e un modello per affrontare le questioni sociali.

Chi volesse approfondire può trovare all’Archivio dell’Isolotto, dal 2004 dichiarato di rilevante interesse storico dalla soprintendenza ai beni culturali, libri, fotografie, articoli e altro materiale dal ‘54 a oggi.

È aperto al pubblico su appuntamento (contatti sul sito www.comunitaisolotto.org). Da giugno partiranno varie iniziative di valorizzazione (mostre, proiezioni, incontri etc.) perché vogliamo che l’archivio non sia un luogo polveroso e per pochi, ma vivo e per tutti: la memoria è di tutti e senza memoria siamo più vulnerabili".