Lezioni fuori dal liceo Galileo (foto NewPressPhoto)
Lezioni fuori dal liceo Galileo (foto NewPressPhoto)

Firenze, 30 novembre 2020 - Libri sulle ginocchia, auricolari, cellulari connessi con i prof. Tutti in cerchio, circa una ventina, intenti a seguire le lezioni a distanza ma in un certo senso a scuola. O meglio, davanti all'ingresso dell'istituto. E' il presidio a cui stanno dando vita i ragazzi del liceo Galileo, a Firenze, per protestare contro la didattica a distanza. Un sit-in permanente partito venerdi' scorso e che vorrebbe durare "almeno fino a sabato". La giornata e' bella ma l'avvicinarsi dell'inverno comincia a farsi sentire. Meglio il fresco pero' che la didattica a distanza, sembrano dire mentre sono accomodati su sedie fornite dalla stessa scuola (che gli ha permesso di utilizzare anche il bagno).

Il sentimento, infatti, resta il solito, qui come in altre realta' del Paese: della didattica a distanza "non ne possiamo piu'. Manifestiamo per il nostro diritto allo studio, che ci e' stato totalmente leso". Anche perche' "molti studenti del Galileo sono pendolari e vivono in realta' dove internet non funziona bene. Quindi fanno fatica a seguire le lezioni", spiegano. La scorsa primavera, "per la prima ondata, la dad e' stato un male necessario. Abbiamo capito perche' ci hanno chiuso in casa davanti a un pc. Non l'abbiamo capito ora, pero'. Durante l'estate avrebbero avuto tutto il tempo per attrezzarsi, per un rientro in sicurezza, come hanno sempre sostenuto le ministre Azzolina e De Michelis". Invece "l'unica soluzione trovata e' stata quella di chiuderci in casa e noi siamo sconcertati dall'assenza di organizzazione", si lamentano gli studenti. La ripartenza? "Il danno ormai l'hanno fatto". Si parla di gennaio, dopo le vacanze: se sara' cosi', avvertono, "che non ci richiudano in casa se dovessero crescere i contagi", visto i timori di una terza ondata