Firenze, 11 giugno 2019 - Tra Ginestra e Montelupo non mettere il tubo (di scappamento) perché la possibilità di avvelenarsi il fegato in coda non è neanche quotata – tanto è alta – da nessuna agenzie di scommesse. Sdrammatiziamo un po’; è l’unico escamotage, d’altronde, per non farsi saltare i nervi.

La zona dei lavori in Fipili

Che la Fi-Pi-Li, quest’estate, sarebbe diventata tempo zero un girone dantesco lo si era messo, bene o male, in preventivo da un pezzo ma il primo weekend di tempo buono per ingranare la prima verso il mare si è rivelato comunque un delirio di proporzioni non prevedibili alla vigilia. Le code ‘a rimbalzo’ – per il cantierone che dovrà garantire nei prossimi mesi una maggior sicurezza in superstrada – hanno fatto sentire i loro primi effetti ben prima dell’inizio dei restringimenti (allo svincolo della Ginestra) con rallentamenti in uscita città e snervanti ‘giochi’ ‘freno-frizione’ già da Scandicci. Per andare al mare, in sostanza, c’è chi ci ha messo quasi tre ore (sotto il sole). E siamo solo all’inizio.

I lavori, divisi, in lotti sono fondamentali per la sicurezza. Su questo non si discute. Dove si litiga, invece, è sulla tempistica. Otto mesi? Troppi, secondo il centrodestra che dall’avvio dei lavori punta il dito sui quotidiani disagi che piovono sulla testa dei pendolari della cintura fiorentina.

Marco Stella, vicepresidente del Consiglio regionale, Forza Italia, ha fatto sua la battaglia lanciando sui sociale una petizione per chiedere che i cantieri restino aperti 24 su 24 e sette giorni su sette «per accellerare i tempi e ridurre al minimo i disagi». «La raccolta firme si sta rivelando un successo. Veniamo subissati di email e messaggi WhatsApp da parte di cittadini e automobilisti che ci ringraziano per aver preso a cuore questo enorme problema – esordisce Stella – In poche ore abbiamo raccolto 570 firme, e intendiamo andare avanti fino a quando le richieste non saranno state accolte».

«Come ci ha scritto uno dei tanti automobilisti costretti a fare i pendolari sulla Fi-Pi-Li per lavoro - aggiunge l’esponente del centrodestra - ‘questa vicenda denota un incomprensibile distacco dalla realtà da parte degli organi regionali e della Città Metropolitana’. E in effetti è davvero così. Il traffico è al collasso, le code sono interminabili come si è visto nel weekend appena trascorso. Siamo convinti che iniziare i lavori su una strada tra le più utilizzate d’Italia proprio nel periodo estivo, quando viene percorsa da centinaia di migliaia di persone che vanno al mare lungo la costa livornese e pisana, sia stata una decisione totalmente irrazionale e controproducente».

Il sasso è lanciato e l’ingorgo diventa così scontro politico. Ma il punto è un altro: c’è davvero modo di stringere i tempi? Fonti vicine ai responsabili del maxi cantiere fanno sapere che «sono già stati fatti, nei limiti del possibile, degli incrementi nella produttività dei cantieri. La macchina operativa si sta muovendo per cercare di contenere al massimo i disagi».