A Bilancino le ricerche dell'uomo scomparso nel lago (fotocronache Germogli)
A Bilancino le ricerche dell'uomo scomparso nel lago (fotocronache Germogli)

Barberino di Mugello (Firenze), 4 luglio 2019 - In estate il lago di Bilancino rischia di trasformarsi da placido specchio d’acqua a pericolosissima trappola. E’ ancora ufficialmente disperso, infatti, Serafino Luordo, l’uomo di 63 anni (del 1956) di Borgo San Lorenzo che non è più riemerso dopo un tuffo dal pedalò effettuato durante una gita proprio di fronte alla spiaggia del Bahia, stabilimento attrezzato del lago. Tutto è accaduto poco prima delle 17. L’uomo, a quanto si apprende, si era appena allontanato dalla riva (circa 100 o 150 metri, secondo alcuni testimoni), poco oltre l’area dove nel luglio del 2016 perse la vita il giovane pratese Mirko Reali, tuffandosi da una struttura gonfiabile. 

Secondo il racconto di alcuni testimoni Luordo si sarebbe tuffato e non sarebbe più riemerso. Al momento dei fatti con lui sul pedalò si trovava una donna (secondo i carabinieri la convivente), che avrebbe dato subito l’allarme, raccolto dall’equipaggio di una vicina imbarcazione. Le persone a bordo della barca, però, non avrebbero potuto fare niente per lui. A quanto sembra, infatti, il povero uomo avrebbe annaspato e poi sarebbe subito andato a fondo. Anche dalla riva sono subito intervenuti i bagnini ed i soccorsi, purtroppo però inutilmente. Sono quindi stati attivati subito i soccorsi, e sul posto sono arrivati i carabinieri di Barberino, la polizia municipale e soprattutto i vigili del fuoco da Borgo San Lorenzo con il gommone, i sommozzatori da Firenze, e in serata è stato attivato anche l’elicottero Drago, del nucleo dei vigili del fuoco di Arezzo. Sulla vicina spiaggia, per tutto il pomeriggio è serpeggiata la notizia delle ricerche in corso dell’uomo, un imprenditore edile di Borgo San Lorenzo piuttosto noto nel Mugello. Per chi frequenta il lago di Bilancino è sembrato purtroppo di vedere un film già visto: i furgoni dei sommozzatori, i carabinieri, i vigili del fuoco. 
 
Tutto riportava alla mente le ultime tragedie che si sono consumate sul lago. Era il luglio del 2016, come detto, quando il giovane pratese Mirko Reali fece il suo ultimo tuffo da una struttura gonfiabile installata proprio vicino allo stabilimento Bahia. Una vicenda che si è trascinata anche in un lungo processo. Non è finita, perché, nel settembre del 2018 il lago ha restituito il cadavere di Romano Giusti, il canoista 79enne di Prato del quale si erano perse le tracce oltre due anni prima. In quel caso la macabra scoperta del cadavere venne fatta da un uomo che stava correndo e si stava allenando lungo le sponde del lago. Il cadavere, che non era mai emerso prima, venne ritrovato vicino all’area conosciuta come ‘puntone dell’Andolaccio’, incagliato nella vegetazione nei pressi di una delle scale in cemento che scendono in acqua. Ora la storia sembra ripetersi. Ieri in tarda serata continuavano ancora le ricerche, le squadre di sommozzatori si erano date il cambio e ci si preparava a montare le fotoelettriche per continuare le ricerche anche di notte. 
Nicola Di Renzone