LISA CIARDI
Cronaca

La grande sfida del teatro. Senza prove né regia. È incanto improvvisazione

Domani al Teatro delle Arti di Lastra a Signa l’evento tradotto in tutto il mondo. In scena Giulia Cavallini, per la produzione della regista Beatriz Cabur.

La grande sfida del teatro. Senza prove né regia. È incanto improvvisazione

La grande sfida del teatro. Senza prove né regia. È incanto improvvisazione

Immaginate un’attrice entrare in scena senza aver mai provato prima la parte. Armata solo di fantasia, creatività ed empatia. Succederà domani, mercoledì 13 marzo (ore 19), al Teatro delle Arti di Lastra a Signa (via Matteotti 8), grazie al debutto fiorentino di "White Rabbit, Red Rabbit" nella produzione di Beatriz Cabur. In programma, un evento teatrale che ha ben pochi paragoni, incentrato sul rivoluzionario lavoro teatrale scritto dall’autore iraniano, Nassim Soleimanpour.

In particolare, nella versione in scena a Lastra a Signa, l’interpretazione sarà affidata a Giulia Cavallini, attrice e psicoterapeuta, con la produzione di Beatriz Cabur, regista e drammaturga internazionale, nata a Madrid e che ha a lungo lavorato a Londra, prima di trasferirsi a Firenze. "White Rabbit, Red Rabbit" ha ottenuto ampi consensi in vari Paesi del mondo grazie alla libertà e al mistero che lo caratterizzano. Con traduzioni in più di 30 lingue e più di mille rappresentazioni, questo testo continua a incantare e a stimolare il pubblico con la sua natura unica ed enigmatica. Ciò che rende questa performance straordinaria è appunto la totale assenza di regia e prove.

L’attore che si esibisce sul palcoscenico non ha mai avuto accesso al copione prima di quel momento. La busta sigillata viene aperta davanti agli occhi del pubblico, e da quel momento in poi, l’attore si immerge nella drammaturgia con soltanto una sedia, un tavolo, due bicchieri e il propria ingegno. Così, ogni sera si ha uno spettacolo unico e diverso, senza precedenti, a metà fra teatro ed esperimento sociale, in un’esperienza di scambio tra il pubblico e l’interprete. Per l’occasione saranno presenti sottotitoli in inglese curati da Isabella Babbucci. "Il 13 marzo questo spettacolo – spiega Beatriz Cabur - verrà presentato in contemporanea in 45 Paesi diversi in tutti i continenti, tranne che in Antartide, da vari produttori. Sarà quindi una giornata davvero particolare. Mi emoziona molto portarlo in scena a Firenze, per vedere quale sarà la reazione del pubblico locale. È anche un’opportunità per i cittadini stranieri, visto che sarà in italiano, ma con sottotitoli in inglese". Biglietto unico online su www.ticketone.it o a teatro. Info: [email protected], 055 8720058, Sms/WhatsApp 371.115 2940, beatrizcabur.com.