Firenze, 11 giugno 2018 - E' morto all'ospedale di Careggi Duccio Dini, 29 anni, travolto da un'auto in fuga mentre era in sella al suo scooter. Il giovane passava per caso, mentre era in corso un regolamento di conti tra cittadini rom. 

Fiori bianchi per Duccio Dini (New Press Photo)

Erano iniziate nella mattinata di lunedì le pratiche di accertamento di morte cerebrale del 29enne. Il sindaco Nardella ha dichiarato il lutto cittadino per Firenze. Intanto in serata c'è stata una manifestazione per Duccio Dini in via Canova, luogo della tragedia: lacrime e tensione - LA CRONACA.

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Proseguono poi le indagini. Due gli arresti e una denuncia. Per tutti l'accusa è omicidio volontario - I NOMI DEGLI INDAGATI

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La famiglia, con un atto di estrema generosità, ha già autorizzato l'espianto degli organi.  

Nella serata di lunedì, centinaia di cittadini si sono intanto ritrovati in via Canova per una manifestazione a sostegno della famigflia di Duccio. Fiori bianchi e bandiere italiane nel corteo che si è diretto verso il campo rom del Poderaccio, da dove provengono alcuni dei rom coinvolti nella lite.

Nel pomeriggio all'Isolotto c'era stato anche un consiglio di quartiere straordinario. 

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Il ragazzo, 29 anni, si trovava fermo al semaforo di via Canova domenica 10 giugno quando un'auto guidata a tutta velocità da un nomade del Poderaccio gli è piombata addosso a tutta velocità.

Il 29enne era stato ricoverato in gravissime condizioni nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale di Careggi. A generare la scellerata corsa in auto una lite tra famiglie del campo nomadi. In particolare tra genero e suocero. Il primo non tollerava le ingerenze del secondo nella sua vita privata.

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Tutto era iniziato domenica intorno alle 12.20 nel parcheggio dell'Esselunga di via Canova, quando una Lancia Lybra bordeaux con a bordo un uomo di 44 anni e la moglie sperona di proposito una Opel Zafira grigia, condotta da un uomo anche lui di etnia rom.

Un maresciallo dei carabinieri libero dal servizio nota la scena e prova a fermare la Lybra, che però prosegue uscendo a tutta velocità inseguendo la Zafyra

Parte a questo punto la follia dell'inseguimento tra le due auto e una terza, una Volvo in cui ci sono il padre del conducente della Lancia Lybra (e suocero del conducente della Zafyra) e un nipote 29enne. Le telecamere di sorveglianza della zona mostrano le auto correre a folle velocità, speronando mezzi e sfiorando un primo scooterista, che riesce a togliersi all'ultimo momento dalla traiettoria delle auto.

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Lo scontro tra la Volvo e la Opel Zafira avviene all'incrocio con via Simone Martini: la stessa Opel vola fuori strada e si incendia, con il guidatore che riesce a uscire. La Volvo gira su sé stessa più volte fino a carambolare contro una Hiunday IX20 ed uno scooter Honda SH125, su cui era in sella Duccio Dini, fermi al semaforo, e contro una Volvo V40 che aveva appena svoltato da via Simone Martini immettendosi in via Canova.

Duccio, residente nella zona di Legnaia, in seguito all'urto viene sbalzato a metri di distanza. Chi assiste allo scontro non crede ai suoi occhi. Sono scene di guerra, con fiamme e auto distrutte. Non contento, il passeggero della Volvo scende dal mezzo brandendo una mazza da baseball contro il guidatore della Opel. Immediato l'intervento del 118 e dei carabinieri. Tutti i protagonisti del folle inseguimento vengono bloccati. In serata scatteranno appunto gli arresti. Sembra che alla base della lite tra nomadi ci fossero dissidi di tipo familiare.