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22 gen 2022

Apertura anno giudiziario: "Preoccupati per l'aumento dei morti sul lavoro"

Lo ha detto il procuratore generale Viola  nel suo intervento all'inaugurazione dell'anno giudiziario a Firenze. Allarme anche per reati informatici, baby gang e intrecci tra mafia e imprenditori

Marcello Viola, procuratore generale di Firenze: il Tar del Lazio aveva accolto il suo ricorso contro il Csm
Marcello Viola

Firenze, 22 gennaio 2022 – Preoccupazione per l'incremento dei reati penali legati al lavoro. Lo ha detto il procuratore generale di Firenze, Marcello Viola, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario. «In Toscana desta particolare preoccupazione – ha sottolineato - l'incremento registrato per alcuni reati in materia di tutela penale del lavoro. Sono state 20 le morti sul lavoro verificatesi nel periodo di riferimento, all'interno di un contesto ove le condizioni di rischio in cui lavorano gli operai sono tratti ricorrenti di un fenomeno sociale la cui risoluzione non può essere lasciata al solo intervento repressivo». A Prato, ha ricordato “è accaduto uno dei più gravi infortuni mortali sul lavoro, che ha causato il decesso della giovane madre Luana D'Orazio".

Crescono i reati informatici
"Con il mutare delle regole e dei comportamenti, è cambiato anche il trend delle attività illecite - ha evidenziato Viola - . È aumentato il numero di ore trascorso sul web e delle transazioni commerciali realizzate su internet, con corrispondente aumento dei reati informatici anche in danno di minori". E' stata invece registrata una generale decrescita delle iscrizioni "dei fascicoli di indagine", in diretta conseguenza delle limitazioni agli spostamenti imposte dal lockdown, che riguarda soprattutto, anche quest'anno, ha detto il procuratore generale di Firenze, "i reati predatori, in particolare rapine e furti, e quelle altre categorie criminose su cui ha ovviamente influito la restrizione alla libertà di circolazione".

La mafia in Toscana: preoccupano intrecci tra criminalità organizzata e imprenditori
«L'attività delle mafie e delle altre organizzazioni criminali è continuata senza sosta nel territorio della Toscana, confermando l'esistenza di meccanismi di infiltrazione nel tessuto economico della regione, sviluppatisi a tal punto da indurre a doversi chiedere se, in tempi di pandemia, pur nella perdurante assenza di insediamenti tipici delle mafie tradizionali, abbia ancora senso parlare di semplici infiltrazioni o debba invece ritenersi di essere di fronte a una presenza ormai strutturata, stabile e consolidata». Così il procuratore generale di Firenze Marcello Viola, intervenendo oggi all'inaugurazione dell'anno giudiziario. «Suscitano preoccupazione e allarme - ha aggiunto - i segnali sempre più frequenti di cointeressenze tra criminalità organizzata e alcuni settori del mondo dell'economia, a volte con il coinvolgimento di imprenditori e di professionisti».

Allarme baby gang
Nel corso del suo intervento all'anno giudiziario, il procuratore Viola ha anche lanciato l'allarme delle baby gang. «Il procuratore per i minorenni – ha detto – ha segnalato fenomeni di devianza minorile che trovano prevalente contesto di realizzazione in ambito scolastico, assumendo le forme di bullismo e cyber-bullismo, e il preoccupante emergere di baby gang, aggregazioni giovanili dedite alla commissione sistematica di reati con l'obiettivo primario della contrapposizione violenta con altri gruppi e della egemonizzazione di un determinato territorio, anche tramite la prevaricazione di coetanei con metodi violenti e con variegate manifestazioni, predatorie, persecutorie, lesive, un quadro aggravato da consumo di droghe e abuso di sostanze alcoliche». «La criminalità minorile - ha aggiunto - è un fenomeno complesso, che non può essere affrontato mediante il mero intervento penale, ma richiede, invece, un orizzonte strategico più ampio, con il ricorso a una serie di interventi sul piano delle politiche sociali, attraverso informazione ed educazione, partendo dalle famiglie e dalla scuola, agendo unitamente e facendo sistema».

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