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6 mag 2022

Imprese e lavoratori, un patto per ripartire

Appello alla Regione per superare il problema della carenza di personale: "Contratti adeguati, formazione e meno tasse agli imprenditori"

rossella conte
Cronaca
Il presidente nazionale. Confcommercio Carlo Sangalli al convegno all’ex Granaio dell’abbondanza
Il presidente nazionale. Confcommercio Carlo Sangalli al convegno all’ex Granaio dell’abbondanza
Il presidente nazionale. Confcommercio Carlo Sangalli al convegno all’ex Granaio dell’abbondanza

di Rossella Conte

Uscire dalle barricate ideologiche che contrappongono imprenditori e lavoratori, infarcite di luoghi comuni che vogliono gli uni "sfruttatori" e gli altri "sfruttati" o "fannulloni", per trovare nuove forme di collaborazione e far coincidere domanda e offerta di lavoro.

È l’invito lanciato alla Regione, con il placet del sindaco Dario Nardella e del presidente nazionale di Confcommercio Carlo Sangalli, al convegno su lavoro e formazione organizzato da Confcommercio Toscana, che ha radunato istituzioni, imprenditori del terziario e sindacati all’ex Granaio dell’Abbondanza.

"Perché – come ha spiegato il direttore regionale Franco Marinoni introducendo i lavori – se da un lato crescono le fila dei disoccupati, o peggio di chi un lavoro non lo cerca più, dall’altro le imprese rallentano i progetti di sviluppo perché non trovano personale". Sullo sfondo, un’economia toscana sempre più terziarizzata come ha evidenziato l’indagine commissionata da Confcommercio Toscana a Format Research, illustrata dal presidente dell’istituto di ricerca Pierluigi Ascani.

Al netto delle imprese agricole, in Toscana appartengono al terziario il 60% degli occupati e il 66% delle imprese (oltre 212mila). Imprese che hanno ripreso ad assumere. Un dato che aumenta nei settori ristorazione, ricezione turistica e servizi alla persona. Due imprese su tre dichiarano però di aver incontrato serie difficoltà nel reperire le persone giuste. I motivi? Pochi candidati con le competenze cercate, o pochi interessati alle mansioni. E le difficoltà hanno un impatto diretto sul livello di competitività delle imprese per il 70% degli operatori intervistate. Che, tra le attitudini più ricercate nei candidati, mettono lo spirito di adattamento e la flessibilità (competenze fondamentali per più di 9 imprenditori su 10), seguite dalla capacità di lavorare in gruppo e di trovare soluzioni ai problemi.

"Per far fronte alla carenza di personale serve una strategia chiara di lungo periodo - aggiunge Nardella - che deve puntare su tre aspetti: lavorare sulle competenze dei giovani; agire sui salari che sono bassi e vanno aumentati perché siano più competitivi; inoltre le tasse sul lavoro sono troppo alte e vanno diminuite perché per un’impresa assumere dei dipendenti è un costo molto elevato". Il presidente di Confcommercio Toscana Aldo Cursano ha ribadito le difficoltà in cui versano le imprese dopo il periodo pandemico e la necessità di trovare nuove forme contrattualistiche a mutua garanzia di lavoratori e datori di lavoro. "Sono cambiati gli stili di vita e di consumo, siamo chiamati a rispondere a nuove richieste, ma dobbiamo avere strumenti adeguati per farlo, come nuovi contratti più flessibili, che non vuol dire meno rispettosi dei lavoratori". Chiude l’assessore al lavoro della Regione Alessandra Nardini: "La formazione è centrale, e gli investimenti in formazione e politiche attive del lavoro sono essenziali per la ripartenza. Su questo ci stiamo concentrando".

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