Il ritorno nell’hotel. I cacciatori di latitanti cercano passaggi segreti e tracce della piccola Kata

I militari di Calabria passano al setaccio stanze, soffitti e scantinati nella speranza di individuare cunicoli o nascondigli usati dai sequestratori.

Il ritorno nell’hotel. I cacciatori di latitanti cercano passaggi segreti  e tracce della piccola Kata

Il ritorno nell’hotel. I cacciatori di latitanti cercano passaggi segreti e tracce della piccola Kata

di Pietro Mecarozzi

Tra le arterie nascoste, gli anfratti e gli spazi dimenticati dell’ex hotel Astor, da ieri, si cercano le tracce del passaggio della piccola Kata. È infatti iniziato, sotto la pioggia fredda di ottobre, il nuovo sopralluogo ordinato della procura di Firenze, che in questo caso si è avvalsa dell’aiuto dei Cacciatori eliportati di Calabria, uno dei corpi d’élite dell’Arma creato trent’anni fa per dare la caccia ai latitanti e ancor prima all’Anonima sequestri dell’epoca buia dei sequestri di persona quando gli ostaggi venivano nascosti in zone impervie dell’Aspromonte. I Caccitaori hanno il compito di supportare i reparti territoriali dei carabinieri nella lotta alla criminalità organizzata su terreni impervi, agendo con elicotteri e unità cinofile, ma sono anche chiamati in causa quando c’è da trovare nascondigli o bunker segreti negli appartamenti.

Cosa c’entrano quindi con la sparizione della bambina peruviana? Nel decreto di perquisizione e sequestro firmato dai pm fiorentini Luca Tescaroli, Christine von Borries e Giuseppe Ledda e notificato alle persone offese e ai cinque indagati (tra cui compare anche lo zio della bambina, Abel) per sequestro di persona, si legge che l’obiettivo è quello cercare tracce "di carattere biologico" della bambina, ma anche "materiali riferibili alle persone indagate e a eventuali altri autori del delitto" al fine di poter identificare i mezzi utilizzati "per trasportare o nascondere" la minore.

Ma non solo. Lo stabile verrà passato al setaccio dal corpo speciale dei carabinieri, che armati di martelli e strumenti a taglio, cercheranno nelle stanze, oltre i soffitti, nelle viscere degli scantinati e nei i muri dell’ex albergo la presenza di un possibile nascondiglio o di un passaggio usato dai sequestratori.

La squadra di ricerca può contare su radar e strumentazioni tecnologiche d’avanguardia che consentono ad esempio la scansione di pareti. Una caccia centimetro per centimetro che rientra nell’indagine per sequestro di persona per la quale, al momento, sono indagate cinque persone, tra cui i due zii, quello materno Abel Argenis e quello paterno Marlon Chicllo. Le posizioni degli altri tre soggetti, proprietari delle valigie viste uscire dall’Astor il 10 giugno, dove è stato cercato, con esito negativo, il dna della bimba, sembrano invece destinate all’archiviazione.

"Voglio la verità, voglio sapere cos’è successo a mia figlia", tuona la mamma della piccola Kata, ospite ieri del programma Pomeriggio Cinque.

"La polizia ha perso molto tempo – prosegue la donna –, e credo sinceramente, che l’abbiano portata fuori quello stesso giorno. Penso che sia inutile continuare a cercare lì, mia figlia, Cos’hanno trovato? Niente. Dobbiamo cercare da altre parti. Ho fatto sapere agli inquirenti quali sono i miei sospetti e ho dato loro anche tanti strumenti per cercare un’altra pista".

Mentre sullo zio di Kata ammette: "All’inizio - spiega Katherine Alvarez - ho avuto il dubbio di tutti e chiedere a mio fratello al quale l’avevo lasciata. Poi, vedendo tutta la situazione, sentendo quello che succedeva lì dentro, ho pensato anche ad altre persone. E sono andata dagli inquirenti a dire di queste persone, su cui ho sospetto".

Rimane invece in carcere Miguel Angel Romero Chicclo, che martedì è finito di nuovo agli arresti dopo aver violato l’obbligo di firma a cui doveva sottostare da quando, poche ore dopo la scomparsa di sua figlia, il giudice gli aveva accordato la scarcerazione. L’ arresto "non ha nulla a che vedere con l’ indagine che riguarda la scomparsa della bambina", specifica il legale della famiglia, Sharon Matteoni.