Pier Francesco De Robertis, direttore de La Nazione
Pier Francesco De Robertis, direttore de La Nazione

Firenze, 12 novembre 2015 - Altro che Isis, i nuovi barbari sono tra noi. Quelli che meno male non c’erano loro quando Brunelleschi progettò il Cupolone, Michelangelo scolpì il David o Piero dipinse la Resurrezione. Quelli che per fortuna sono nati quando Firenze con le sue cento bellezze è ormai perla del mondo e loro non possono far più danno. Quelli che a loro modo sono peggio dell’Isis o dei talebani, perché almeno i califfi demoliscono i templi di Palmira in nome di una civiltà che credono superiore, come fecero i talebani quindici anni fa con i grandi Buddha. E invece loro propongono il nulla.

Quelli che in virtù di un non meglio precisato «rispetto» per le fedi altrui, o per nessuna fede, vietano a una scuola di ragazzi fiorentini di ammirare la Crocifissione bianca di Chagall o la Pietà di Van Gogh proponendo un più innocuo «Museo del Novecento». Siccome in quella classe ci sono bambini non cattolici, o magari musulmani o ebrei, nessuno potrà andare ad vedere una delle mostre più belle mai allestite a Firenze negli ultimi anni, che ha portato in Toscana alcuni dei più grandi capolavori della storia dell’arte. Sarebbe come se i cattolici non potessero visitare la Moschea Blu di Instanbul o emozionarsi di fronte a un Buddha o un tempio induista.

Ecco, a tanto arriva l’insipienza dei talebani de’ noantri. Insegnanti, di che cosa non si capisce. Che qualche anno fa presero di mira i crocefissi nelle scuole, poi i presepi sempre nelle scuole adesso le mostre in cui ci sono simboli religosi. Gente ideologicamente povera, che ha visto la propria cultura di riferimento sconfitta dalla storia e pretende che anche le altre lo siano, gente che scambia il rispetto multiculturale con l’annullamento della propria civiltà. Gente di valori deboli. O forse semplicemente, molto più semplicemente, gente ignorante.