Dalle operazioni immobiliari in città a una condanna per false fatture, passando per un arresto in un’inchiesta della procura di Bari. Si può riassumere così la parabola dell’immobiliarista Salvatore Leggiero, noto alle cronache cittadine per il discusso intervento al giardino Nidiaci, in San Frediano, o per il tentativo, da parte sua fallito, di rilevare e salvare l’hotel...

Dalle operazioni immobiliari in città a una condanna per false fatture, passando per un arresto in un’inchiesta della procura di Bari.

Si può riassumere così la parabola dell’immobiliarista Salvatore Leggiero, noto alle cronache cittadine per il discusso intervento al giardino Nidiaci, in San Frediano, o per il tentativo, da parte sua fallito, di rilevare e salvare l’hotel Majestic, e per tante altri investimenti in immobili di pregio del centro.

Nei giorni scorsi, il tribunale di Firenze (giudice Franco Attinà) lo ha condannato a una pena di 2 anni e tre mesi di reclusione. In base alle indagini, coordinate dal pm Christine Von Borries, tra il 2013 e il 2014 per abbattere il reddito imponibile della società della quale era amministratore, la Palazzo del Re Shops srl con sede a Firenze, avrebbe utilizzato fatture false per un valore complessivo di 400mila euro, che venivano emesse da una società cooperativa con sede a Lucca.

Il tribunale ha altresì disposto un sequestro di beni nei confronti della srl per 98mila euro, valore equivalente alle tasse non versate.

Leggiero, 55 anni, originario di Napoli e residente a Firenze, è stato arrestato lo scorso settembre dalla guardia di finanza nell’ambito dell’inchiesta della procura barese sul crac del gruppo imprenditoriale Fusillo di Noci, che ha coinvolto anche la Banca popolare di Bari.

Le contestazioni che hanno portato alle manette a Leggiero riguardano la cessione di un immobile di pregio nel centro di Roma, Palazzo Trevi in via delle Muratte, una delle operazioni che avrebbero contribuito al dissesto Fusillo. L’immobile in questione sarebbe stato venduto al prezzo di 40 milioni di euro tra il 2016 e il 2017 alla società “Roma Trevi” di Leggiero, dopo che nei due anni precedenti Fimco aveva ottenuto da Banca popolare di Bari linee di credito per lo stesso importo proprio per l’acquisto e la ristrutturazione dell’immobile.