Firenze, 21 settembre 2021 - L’Asl ha fatto suonare il campanello d’allarme. E a Palazzo Vecchio si cerca una soluzione: un centro vaccinale di proporzioni adeguate alle necessità e senza costi per l’azienda sanitaria. L’hub del Mandela forum che si appresta a tagliare il traguardo delle 500mila dosi di vaccino effettuate, infatti, chiuderà il 31 ottobre. Due mesi prima rispetto alla disponibilità data dall’associazione Nelson Mandela forum che gestisce il palasport e un mese prima anche rispetto al traguardo vaccinale che si era posta l’Asl Toscana centro.

Ma si devono contrarre le spese per il disavanzo di 430 milioni che fa piangere le casse della Regione, per cui i tagli incombono: la stessa Asl deve rientrare di 100 milioni di euro da qui a fine anno. Quindi stop anticipato all’attività vaccinale del Mandela. Che il 9 ottobre prossimo non effettuerà più prime dosi ma solamente richiami: la data coincide con l’intervallo di 21 giorni necessari tra le due iniezioni, se non si smettesse in tempi di fare le prime non si saprebbe dove dare appuntamento ai cittadini per le seconde. Con la Toscana al top della classifica italiana per vaccinazioni e una richiesta che nei giorni scorsi aveva fatto un balzo per l’obbligo di green pass dal 15 ottobre sui luoghi di lavoro, si cerca un’altra collocazione.

L’affitto del Mandela forum costa duemila euro al giorno. Un costo irrisorio per il volume di vaccinazioni che ha consentito di fare: con 500mila dosi iniettate, praticamente ha permesso di vaccinare quasi tutta Firenze dall’11 febbraio a oggi.
Con la prospettiva che la terza dose non toccherà solamente ai fragili, ai sanitari, agli ospiti delle Rsa e agli ultraottantenni, è difficile immaginare che l’intera area fiorentina, anzi la provincia (perché anche a Empoli la fondazione Sesa chiuderà il 31 ottobre) possa restare completamente sguarnita di hub, mentre a Prato ne resteranno aperti due (il Pellegrinaio e il Pegaso) e uno a Pistoia (il circolo Mcl, mentre la Cattedrale chiuderà l’8 ottobre).

Per questo anche il sindaco Dario Nardella ha messo testa al problema e sta cercando una soluzione adeguata alle necessità. Intanto dopo il 31 ottobre resteranno comunque aperti i centri vaccinali territoriali, pur impegnati nelle attività vaccinali di routine. Da quella data in poi ci sarà da pensare anche all’antinfluenzale che, come ogni anno, in gran parte sarà garantita dai medici di famiglia. Ma ora l’importante è non perdere il passo, con la Toscana che ha raggiunto l’importante traguardo di aver vaccinato almeno con la prima dose il 78,5% della popolazione, la percentuale più alta d’Italia in proporzione ai residenti. "I numeri resi noti dalla fondazione Gimbe sono il risultato del lavoro che stiamo facendo da settimane e che hanno portato a una forte estensione della copertura, aumentando il ventaglio di opportunità e le possibilità di accesso dei cittadini", commenta il governatore toscano Eugenio Giani.

"Un successo l’apertura degli hub vaccinali senza bisogno di prenotazione, camper che raggiungono spiagge, località montane, concerti, aziende – spiega Giani – Un lavoro paziente e faticoso, che ha visto impegnato l’intero sistema sanitario regionale, la protezione civile, la rete di volontariato, i medici e i pediatri di famiglia, le farmacie. Un gioco di squadra dove anche la creatività ha avuto il suo peso. Oggi abbiamo registrato quasi 5,2 milioni di vaccini somministrati, tra prime e seconde dosi, arrivando così vicinissimi all’80% di copertura vaccinale necessario per la tutela della salute individuale e collettiva. Questo importante risultato testimonia ancora una volta il senso di responsabilità e di consapevolezza collettiva, che è il tratto distintivo della nostra comunità, che ringrazio di cuore".