Un momento della manifestazione
Un momento della manifestazione

Firenze, 6 maggio 2015 – Otto ore sotto il sole davanti alla sede della Regione Toscana. Oltre ad essere la giornata più calda della stagione, ieri è stata anche la giornata europea per la Vita indipendente delle persone disabili. Un gruppo di manifestanti in sedia a rotelle non si è fatto scoraggiare dal caldo devastante e ha presidiato per protesta l’entrata della Regione in piazza del Duomo a Firenze.

"Non vogliamo essere ghettizzati in appartamenti per disabili – ha spiegato Patrizia Pepe del movimento ‘Vita indipendente’ -, ma poter continuare a applicare il progetto di Vita indipendente che la Toscana ha applicato con quasi dieci anni di anticipo rispetto al resto del Paese. Chi vive in carrozzina può continuare ad essere autonomo grazie ad accompagnatori finanziati con risorse regionali. Il problema è che ci viene richiesta una rendicontazione rigida, praticamente impossibile da gestire dovendo chiamare diversi operatori anche per poche ore".

La proposta di Raffaello Belli, ricercatore di Scienze Politiche in sedie a rotelle e promotore di progetti per la vita indipendente, è quella di applicare il regime di autocertificazione. "In Svezia chi ha problemi di disabilità riceve contributi altissimi, anche di 10mila euro. – ha detto Belli – Qui in Italia abbiamo rimborsi molto inferiori e si pretende una rigida rendicontazione, praticamente impossibile per chi ha bisogno di essere seguito continuamente. Vorrei che potessimo autocertificare le spese. I controlli sarebbero benvenuti. Noi non siamo certo finti disabili".

Sotto lo striscione e il gazebo la protesta non si ferma nemmeno dopo otto ore di caldo. Dalla Regione esce Valter Giovannini, direttore generale dell’assessorato al diritto alla Salute. La chiacchierata del dirigente con il gruppo si conclude con la promessa di portare le richieste in Regione. Nel picchetto sono presenti anche Manuela Cappellini, presidente dell’associazione toscana paraplegici e un altro simbolo della lotta delle persone in carrozzina, Mauro Gonzalez.

In sintesi le richieste dei disabili si articolano su questi punti: applicare su tutto il territorio regionale la legge nazionale che esenta dalla valutazione Isee le persone facenti parte del progetto Vita indipendente, la continuazione del contributo per i disabili gravi già fruitori che superano i 65 anni di età, bandi per l’assistenza personale per la vita indipendente sempre aperti, mantenere e ampliare la franchigia al contributo, no all’utilizzo dei fondi per la vita indipendente per finanziare cose diverse dall’assistenza personale autodeterminata. Infine l’ultima proposta del movimento, che è anche una provocazione alla politica: ‘governatore, assessore e consiglieri regionali – si legge nel testo dei manifestanti - utilizzino giovani volontari del servizio civile come segretari e destinino i soldi così risparmiati all’assistenza personale per la vita indipendente dei disabili gravi’.

Laura Tabegna