Firenze, 7 ottobre 2021 - Il caos è servito. E il rischio è che alla fine a pagare, paradossalmente siano i più fragili. Proprio quelli che dovremmo proteggere dalla pandemia. Le norme sul green pass stanno infatti mettendo in gravi difficoltà gli oltre 46 mila anziani toscani che ospitano un/una badante e le loro famiglie, e questo perché, denuncia Alessandro Gualtieri, segretario della Fisascat-Cisl Toscana “mettono a loro carico gli stessi obblighi di un’azienda; con la conseguenza che molti/e badanti stanno pensando di lasciare l’Italia o rischiano di essere spinti verso il nero.”

Il Decreto che ha introdotto l’obbligo della certificazione verde, ha infatti assimilato infatti i datori di lavoro dei badanti, quindi gli anziani o le loro famiglie, alle aziende fino a 15 dipendenti, “mettendo a loro carico – spiega il segretario Fisascat – le relative norme e adempimenti: all’anziano o alla sua famiglia viene affidato il compito di dotarsi di un regolamento, per stabilire le modalità operative per l’organizzazione delle verifiche, nonché eventuali contestazioni delle violazioni di questo obbligo, rivolgendosi anche alle prefetture per l’irrogazione di eventuali sanzioni amministrative. Inoltre, visto che il luogo di lavoro è l’abitazione privata, la stessa regolamentazione vige per qualunque persona che intenda accedere in questo spazio, sia un familiare, un conoscente, un medico, un idraulico per un guasto o qualunque altra persona. Prevedere tutto questo per un anziano solo o per una famiglia è semplicemente insostenibile.”

“C’è poi il problema – aggiunge Gualtieri – di chi è vaccinato con lo Sputnik (in Toscana il 44% degli assistenti familiari viene dai paesi dell’Est Europa): questo non dà loro il diritto al Green pass, mentre li lascia molto titubanti sulla possibilità di effettuare una nuova vaccinazione.”

“Il risultato – conclude Gualtieri – è che molte badanti stanno pesando di andarsene, gettando le famiglie nel panico. E c’è il rischio di veder ulteriormente crescere nero e sommerso, in un settore in cui già rappresenta almeno il 60% del totale.” Per questo la Fisascat chiede al Governo di rendere più semplice la normativa e gli adempimenti per questi datori di lavoro, considerando la loro specifica situazione, continuando nel frattempo a incentivare la vaccinazione delle badanti.

“Non siamo certo no-vax o no-green pass - conclude - ma questo è un settore particolare, che ha bisogno di norme particolari: non si possono equiparare gli anziani che hanno bisogno di una badante ad aziende strutturate. Parliamo di persone con un’età media di 71 anni ed evidentemente, se hanno bisogno di una badante, anche con delle fragilità”.