Firenze, 1 settembre 2021 - Lo slogan non è dei più concilianti. "Non ci fanno partire senza il Passaporto Schiavitù? Allora non partirà nessuno". Quanto poi si tradurranno in azioni concrete gli intenti sventolati via sociale dei No vax fiorentini – tutti iscritti nella chat nazionale Telegram ’Basta dittatura’ (oltre quarantamila iscritti in tutta Italia) – che per le 15 di oggi, giorno che tiene a battesimo l’obbligatorietà del green pass per i viaggi in treno a lunga percorrenza, hanno in mente una clamorosa protesta con occupazione dei binari è tutto da verificare. L’auspicio è che tutto si svolga nel rispetto delle regole e che la protesta venga ridotta a semplice sit-in ma la preoccupazione comunque è forte.

Inutile d’altronde nascondersi dietro un dito: è ancora viva nella memoria di tutti la squallida e violenta guerriglia dell’autunno scorso nelle strade del centro storico con le forze dell’ordine impegnate ad arginare un battaglione di pazzi disposti a mettere a ferro e fuoco Firenze per contestare le restrizioni governative in fatto di Covid. Al momento nulla lascia presagire azioni violente e, secondo gli addetti ai lavori, il termometro della tensione potrebbe far registrare il mercurio basso o, al contrario farlo impennare, a seconda della presenza o meno di antagonisti o estremisti avvezzi agli asconti e in grado di organizzare ’militarmente’ una protesta che, se organizzata da semplici contestatori, dovrebbe essere tranquillamente contenibile.

I controlli della Digos

La Digos è comunque pronta a far fronte ai problemi che si dovessero presentare. La preparazione della giornata è stata meticolosa e le contromisure umanamente immaginabili sono state prese. C’è una riflessione da fare comunque: aggregarsi per una manifestazione non autorizzata è un guaio, ma amministrativo. Interrompere eventualmente la circolazione ferroviaria è un reato penale e nella fattispecie pure con alcune aggravanti. E’ possibile che i "no green pass’ i ’no vax’ di turno prendano in considerazione questo particolare piuttosto importante.

In base al primo ’screening’ effettuato dalla Digos peraltro la gran parte degli aderenti al raduno non sembrano pericolosi rivoluzionari. I contestatori agiranno su scala nazionale. L’appuntamento è infatti in 34 diversi scali ferroviari d’Italia. La volontà, come detto, quella di colpire le stazioni perché uno dei simboli della nuova fase del green pass. Il ritrovo dei partecipanti è previsto alle 14.30, alle 15 dovrebbe partire la manifestazione.

Gli appelli alla calma

Tra i vari appelli alla calma c’è anche quello dei sindacati. Ecco Monica Santucci, Filt Cgil Toscana: "Diciamo no a chi vorrebbe interrompere arbitrariamente, in nome della libertà a non vaccinarsi, un servizio pubblico essenziale come il trasporto ferroviario sia perché violerebbe la legge, sia perché il sindacato sostiene la campagna vaccinale. Il vaccino fino a questo momento è l’unica arma conosciuta per sconfiggere la pandemia e consentire alle persone di non ammalarsi, di vivere, di lavorare e di viaggiare in sicurezza".