Campi Bisenzio (Firenze), 24 luglio 2021 - Di buon mattino una folla di manifestanti si è radunata davanti alla Gkn di Campi Bisenzio nel giorno della manifestazione nazionale ’Insorgiamo con i lavoratori Gkn’, una protesta nata dai lavoratori dello stabilimento di viale Fratelli Cervi di Campi Bisenzio che dallo scorso 9 luglio sono in presidio permanente perché la proprietà - il fondo inglese Melrose - ha deciso di chiudere la fabbrica e mandare tutti a casa (422 dipendenti che diventano circa 500 se si tiene conto dei lavoratori delle ditte in appalto interne). Ma quella di oggi è una manifestazione-simbolo per l'intero settore automotive, che rischia un vero e proprio tsunami occupazionale, e per il mondo del lavoro tutto, che guarda con estrema preoccupazione alla fine del blocco dei licenziamenti. E col passare delle ore il gruppo è diventato un mare di migliaia di persone, a occhio saranno almeno 5mila, finché, intorno alle 10,30, il corteo si è messo in movimento (VIDEO), poco prima delle 12,30 il ritorno davanti alla fabbrica.

La folla di manifestanti davanti alla Gkn

Bandiere, striscioni, fumogeni (soprattutto), cori: tutto secondo protocollo. E la gente ha risposto all'appello da tutta Italia: dalla Toscana (c'è lo striscione dell'aeroporto di Pisa, quello dei lavoratori PiaggioSammontana e della Texprint di Prato), ci sono tre lavoratrici della Electrolux di Forlì, un giovane lavoratore della Pirelli è arrivato da Milano, pullman sono attesi da Melfi e Pomigliano d'Arco. Presenti anche alcuni esponenti politici: il sindaco di Campi, Emiliano Fossi, il vicesindaco di Sesto Fiorentino, Damiano Sforzi, la senatrice Alessia Petraglia. E ovviamente la segretaria nazionale Fiom, Francesca Re David. Ma quello che colpisce di più è la risposta della gente comune, come le mamme con i passeggini. In corteo anche il leader delle "Sardine", Mattia Santori, che partecipa all'iniziativa a titolo personale.

"Sono voluto scendere in piazza a fianco degli operai perché con me oggi è scesa idealmente in piazza tutta la Toscana”, ha detto il presidente della Regione Eugenio Giani, che ha sfilato stamattina alla manifestazione per protestare contro “un atteggiamento arrogante e non accettabile”. Giani ha poi aggiunto che “i diritti fondamentali, come il lavoro, non si possono toccare. Ma soprattutto non con una modalità del genere. 422 operai licenziati con una email, e con loro le rispettive famiglie. Oltre a quelle degli altri lavoratori dell’indotto che hanno perso il lavoro. E soprattutto non per problemi produttivi, bensì finanziari. La Toscana si sta attivando per costringere la proprietà a sedersi ad un tavolo. Ripeto, un atteggiamento del genere, offensivo della dignità di queste persone, non possiamo ammetterlo e faremo tutto quello che è possibile per scongiurare questa situazione drammatica”.

Il sindaco Nardella 

Tutta Firenze è al fianco dei lavoratori della Gkn e delle altre fabbriche italiane dove si sta consumando una barbarie sociale. Fiduciosi che il Governo attivi tutte le misure necessarie per bloccare i licenziamenti. Scongiurate questo rischio o sarà crisi sociale nazionale». Lo ha scritto, su Twitter, il sindaco di Firenze Dario Nardella a proposito della vertenza Gkn. Secondo quanto appreso Nardella si è sentito telefonicamente con esponenti del gruppo Stellantis ed è stata condivisa la necessità che l'azienda apra ad un vero tavolo di trattativa.

 

Alla manifestazione presente anche una delegazione dei lavoratori della Whirlpool di Napoli, da lungo tempo sulle barricate. "Siamo qui in primis come cittadini - hanno spiegato - e anche come operai, anche quelli delle piccole aziende che non hanno voce".

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"In piazza per tutti i lavoratori a rischio licenziamento" tuona Dario Salvetti, delegato Rsu di Gkn. E aggiunge: "Dal governo finora solo promesse, vedremo gli atti concreti: non saremo disposti ad una lenta agonia".

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La manifestazione è stata organizzata per presidi statici successivi. Il ritrovo alle 9,30 davanti alla fabbrica, poi lungo viale Fratelli Cervi (in direzione Prato) fino a via di Pantano, nei pressi del Lago Paradiso, per il  primo presidio con tanto di interventi (in ogni occasione parleranno solo i lavoratori Gkn e di altre aziende).

Quindi la  Mezzana-Perfetti Ricasoli (con interruzione momentanea del traffico), altra sosta e altro comizio, poi  via San Quirico e tappa finale davanti alla fabbrica per gli interventi conclusivi.

Presente la Protezione civile di Campi Bisenzio (Misericordia, Pubblica Assistenza, Fratellanza Popolare e Vab) con quattro postazioni per distribuire acqua vista la giornata molto calda. Posizionate anche due ambulanze nella vicinanze della fabbrica.

Presente anche un gazebo del Coordinamento delle Misericordie fiorentine per illustrare l’iniziativa per aiutare i lavoratori Gkn nell’acquisto di libri di testo e materiale scolastico per i figli.

Dalle 9 alle 14 viale Fratelli Cervi  off-limits al traffico e anche il Comune di Prato ha previsto un’ordinanza che prevede la chiusura del Ponte Lama (negli stessi orari). E’ previsto, infine, un gran dispiegamento delle forze dell’ordine a partire dalla polizia municipale di Campi che sarà ‘aiutata’ dai colleghi di Calenzano, Signa, Scandicci, Firenze e Prato.
 

Varie le attestazioni di solidarietà a livello nazionale: tra queste Zerocalcare ha realizzato una vignetta per gli operai licenziati.

Qui Prato - Presente al corteo anche il presidente della Provincia di Prato e sindaco di Poggio a Caiano, Francesco Puggelli“Mi sono unito ai lavoratori e alle lavoratrici della Gkn in sciopero perchè la loro è una protesta giusta. C’erano tante famiglie e molte hanno portato anche i propri figli al corteo nazionale di questa mattina: credo che l’immagine di una madre che protesta con suo figlio racconti meglio di tante parole il senso di questa protesta. È inaccettabile pensare chi ha licenziato lo ha fatto nella piena legalità. Se la legge permette e avvalora un sistema dove 440 dipendenti possono trovarsi a casa dalla sera alla mattina, quella legge è sbagliata e va cambiata. Il Governo, a mio avviso anche l’Europa, devono farsi carico del futuro di queste persone perché il loro futuro è legato a doppio filo a quello del Paese. Servono risorse nazionali per accompagnare i lavoratori ma serve anche un piano di ricollocamento. Quest’ultima è sicuramente la sfida maggiore, ma la forza di un Governo sta anche nella capacità di garantire solidità e stabilità al proprio tessuto socio economico, la chiusura della GKN ha aperto una frattura che le istituzioni hanno il dovere di ricucire, sia a livello normativo che occupazionale. Come ho detto, è sicuramente una sfida ed è una sfida che si gioca su un livello non più locale ma nazionale. Io continuerò a farmi portavoce del messaggio di questa comunità, lo farò fin quando ce ne sarà bisogno, a fianco e insieme al sindaco di Campi Bisenzio, Emiliano Fossi. Perché il grido dei lavoratori della GKN non può cadere nel vuoto”.