Il ministro del Lavoro Andrea Orlando collegato in streaming con il Teatrodante
Il ministro del Lavoro Andrea Orlando collegato in streaming con il Teatrodante
di Barbara Berti "La nostra posizione è stata chiara fin da subito: per riaprire il confronto con l’azienda è necessario il ritiro dei licenziamenti". Lo ha detto ieri sera il ministro al Lavoro Andrea Orlando in collegamento streaming con il Teatrodante Carlo Monni di Campi Bisenzio durante il dibattito ’Prossimità: una risorsa per il futuro’ moderato dalla direttrice de La Nazione Agnese Pini, nell’ambito del festival dell’economia civile. "Scelte come quella fatta da Melrose che mettono in crisi un tessuto produttivo e prima ancora intere famiglie vanno contrastate. Va fatto un ripensamento profondo sul sistema e in questo noi stiamo provando a mettere dei paletti". Il riferimento è al decreto legge a cui Orlando sta lavorando insieme alla viceministra del Mise Alessandra Todde. "La norma arriverà rapidamente, c’è la volontà di tutti di...

di Barbara Berti

"La nostra posizione è stata chiara fin da subito: per riaprire il confronto con l’azienda è necessario il ritiro dei licenziamenti". Lo ha detto ieri sera il ministro al Lavoro Andrea Orlando in collegamento streaming con il Teatrodante Carlo Monni di Campi Bisenzio durante il dibattito ’Prossimità: una risorsa per il futuro’ moderato dalla direttrice de La Nazione Agnese Pini, nell’ambito del festival dell’economia civile. "Scelte come quella fatta da Melrose che mettono in crisi un tessuto produttivo e prima ancora intere famiglie vanno contrastate. Va fatto un ripensamento profondo sul sistema e in questo noi stiamo provando a mettere dei paletti". Il riferimento è al decreto legge a cui Orlando sta lavorando insieme alla viceministra del Mise Alessandra Todde. "La norma arriverà rapidamente, c’è la volontà di tutti di contrastare le posizioni più estreme messe in campo da alcune aziende ma bisognerà trovare una sintesi delle varie anime del governo, è in corso un confronto", ha concluso Orlando.

"Il governo sta assistendo alla chiusura di varie aziende, troppe, e in sostanza non sta facendo nulla per evitare l’emorragia. E’ tutto uno scaribarile". È invece riassunto così in poche parole lo spirito con cui il Collettivo di Fabbrica-Lavoratori Gkn, si prepara alla grande manifestazione di domani a Firenze, con ritrovo alle 15 alla Fortezza da Basso.

Il corteo – tecnicamente una ‘manifestazione a presidi statici successivi’ – è organizzato direttamente dalle tute blu di Campi che sono in assemblea permanente da oltre due mesi, dopo l’annuncio dell’azienda di chiudere lo stabilimento e licenziare tutti. "Il tempo sta passando e le lettere sono imminenti" dicono ancora dal Collettivo riferendosi alla deadline del 22 settembre (termine della procedura di licenziamento collettivo). Insomma, la rabbia operaia è pronta per un’invasione pacifica di Firenze.

"La rabbia, però, non è rivolta alla città che speriamo sia solidale. Noi lottiamo anche per Firenze e per la sua storia industriale di cui fa parte prima la Fiat e poi Gkn" ci tiene a precisare il Collettivo sottolineando che "Firenze non si tocca" tanto che la città è stata inondata di volantini e tappezzata di striscioni "Insorgiamo" (dal ponte alla Vittoria a piazza delle Cure passando per il sottopasso della Fortezza e arrivando fino a Peretola) nel pieno rispetto del decoro urbano.

"Puntiamo il dito contro le istituzioni nazionali che si dichiarano impotenti. Ma l’impotenza con il tempo diventa complicità" spiegano ancora i ragazzi del Collettivo che al loro fianco avranno migliaia di persone provenienti da ogni parte d’Italia. I lavoratori Gkn, infatti, nei giorni scorsi hanno attraversato l’Italia, da Nord a Sud, da Napoli a Torino passando per Roma e Bologna, per raccontare la loro storia. E hanno incassato la solidarietà di tante persone: precari, disoccupati, lavoratori del pubblico impiego, di aziende in crisi. Ma anche studenti, pensionati e partite Iva, senza dimenticare le varie sigle sindacali e i rappresentanti politici.

"Questa volta no, questa volta non può finire come tutte le altre. Per il bene di tutti. Gkn non è un caso isolato. E’ l’ultima tappa di una serie di chiusure, ristrutturazioni, licenziamenti. E se non li fermiamo, sarà l’ulteriore tappa di ulteriori licenziamenti" ricordano dal Collettivo. Così sono attesi pullman da Roma, Milano, Siena, Padova, Venezia, Genova, Torino, Reggio Emilia, ma anche gruppi che in auto arriveranno da Lucca, Ancona, Pavia e Taranto. Insomma, una manifestazione che, secondo fonti non ufficiali, potrebbe vedere in piazza circa 30mila persone. E la rabbia operaia, come sempre, sarà esternata con canti (sono stati realizzati anche dei nuovi cori), tamburi, fischietti, striscioni, bandiere e gli immancabili fumogeni colorati, con la brigata di sfondamento sonoro Snupo che sicuramente sarà in prima linea a dettare il ritmo della ‘marcia’.

Il percorso, circa cinque chilometri, prevede la partenza da viale Filippo Strozzi per andare verso piazza della Indipendenza, quindi piazza San Marco, piazza della Santissima Annunziata, piazza Massimo D’Azeglio e Piazza Beccaria. Da qui i manifestanti prenderanno i viali per andare in piazza Ferrucci e quindi salire fino al Piazzale Michelangelo.